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Abbiamo visto il porno di Sara Tommasi

E' uscito "La mia prima volta" di Sara Tommasi, lo abbiamo visto qualora la curiosità freghi anche voi, per sconsigliarvi vivamente la visione: neanche il porno fa per lei ed ha bisogno seriamente di aiuto.

Abbiamo visto il porno di Sara Tommasi.

E’ finalmente online il porno di Sara Tommasi, scongiurato il “pericolo bufala” per l’operazione commerciale più disastrata degli ultimi quindici anni. Per dovere di gossip, il film andava visto e, dato che non siamo qui a parlare di un Sergio Leone o di un Coppola (ahinoi, nemmeno di un Tinto Brass), gireremo poco intorno all’argomento, quindi arriviamo dritti al punto. Nemmeno il mondo del porno è fatto per Sara Tommasi. Due universi paralleli, appare paradossale, forse comico, ma la soubrette non riesce a far bene nemmeno quello. Il consiglio, appassionato e sincero, è di sparire dalla circolazione, dall’onnipresente voglia di esibizionismo, copertine e titoli, almeno per i prossimi trenta, quarant’anni.

La partenza è imbarazzante. C’è tutto il background che le ha lasciato l’esperienza con Alfonso Luigi Marra, una serie di strafalcioni filosofici che non hanno né capo, né coda. Poi quella sorta di claim già visto nei trailer sulle tre “esse” di Sara, ovvero soldi, sesso e successo, i suoi tre desideri più reconditi che l’hanno portata a diventare più vuota di una zucca di Halloween. Poi pronuncia una frase che dà una cifratura demenziale al contesto: “Ciao, sono Sara Tommasi, ciuccio bene i vasi”.  Dopo quasi dieci interminabili minuti di nulla cosmico, qualche bacio saffico con un’attrice, arriva la fatidica scena con i due uomini. Lei sembra abbia un fucile puntato alla schiena, una faccia che sembra voler dire: “Cosa ci faccio qui?”, i due attori si impegnano, ma lei, nisba, non da segni di coinvolgimento.

Di Sara Tommasi se ne dovrebbero occupare seriamente. Chi le vuole bene, magari la madre, le stia vicino e non la lasci sola per nulla al mondo, perché è avvilente tutto questo, e non perché abbia girato un film a luci rosse, ci mancherebbe fare gli ipocriti e i censori visto che il mercato dell’hard è tra i più seguiti e floridi e a nessuno conviene dirlo, ma perché è palese che la sua personalità è ormai una foglia morta in preda ad uragano che non conosce sosta.

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