Al Bano Carrisi si racconta al settimanale Oggi dopo l’ischemia che lo ha colpito e che, dopo l’infarto subito a dicembre, gli ha fatto temere seriamente per la sua vita. Il cantante è stato dimesso ed è tornato a Cellino San Marco accompagnato dall’affetto dei suoi familiari. Non dimentica i giorni appena trascorsi, però, quel malore che gli ha fatto rischiare ancora una volta la vita e che è riuscito a superare facendo leva sull’enorme forza di carattere di cui ha sempre fatto sfoggio

Il mio corpo mi ha presentato il conto, tutto insieme. Ora sto bene, in veloce recupero. Non avevo mai avuto segnali che qualcosa non andasse, quella che mi ha colpito in questi mesi è stata una tempesta perfetta, violenta e inaspettata. A dicembre, uscendo dalla sala operatoria scherzavo con tutti, perché io il dolore tendo a deriderlo, sminuirlo, per me e per sollevare gli altri. E poi il peggio che puoi fare davanti a queste cose è avere paura. Se hai paura, non coltivi il coraggio, aggiungi pena a pena.

Ad aiutarlo è stata la fede in Dio che non lo ha mai abbandonato. Il rapporto con Dio è ben radicato in Al Bano, così come quello nei confronti di alcune superstizioni contadine, un retaggio del suo passato: “

Fanno parte di un mio dialogo interiore che non scalfisce la mia fede. Fin da piccolo mi hanno insegnato a stare attento anche a ciò che non si vede. Nel mio rapporto con la Chiesa ci sono state pagine inaccettabili, come quando mi proibirono di tenere a battesimo il figlio di amici perché divorziato. La mia Chiesa è basata sul perdono, non concepisco che si impedisca a qualcuno di fare il buon cristiano per qualcosa che, come nel mio caso, ha subìto. Per fortuna Papa Francesco in questo senso sta facendo grandi aperture.

La sua fede ha vacillato soprattutto quando è scomparsa la figlia Ylenia. Era il 1993, la ragazza non è mai stata ritrovata: “Era tutto così ingiusto, troppo grande il dolore. Mi sono allontanato da Dio, ma mi sono accorto subito che così stavo male due volte, senza il conforto della preghiera, che unisce sempre a Lui”. Il cantante racconta inoltre una serie di episodi che lui stesso ritiene incredibili, tanto da domandarsi se abbia fatto bene a parlarne

Nelle ore più nere mi è capitato di sentire la presenza di Satana, tangibile. Ogni volta, per difendermi, iniziavo a segnarmi con la croce e pregare, finché non lo sentivo allontanarsi… Ogni tanto mi ricapita. E ogni volta combatto segnandomi col segno della croce. Non so se faccio bene a raccontare queste cose, ma sono successe, succedono, e io ho sempre vissuto senza nascondere nulla di quel che mi accade e penso.