Affondo dell'Antitrust contro la pubblicità occulta nei post social dei vip. L'Antitrust, autorità garante, ha inviato ad alcune star, da Fedez alla Tatangelo, passando per Chiara Ferragni e Belen, una lettera che consiste in una segnalazione amichevole nei confronti dei personaggi pubblici: Le stelle dello spettacolo hanno tutto il diritto di firmare contratti pubblicitari e di mostrare capi di abbigliamento sui loro account ufficiali. Ma i fan devono sapere che questi artisti hanno in essere una sponsorizzazione a pagamento oppure che ricevono capi in regalo segnalandone in cambio la marca.

Una forma di preavviso per fare luce su un tema del quale nelle ultime settimane si è parlato non poco, soprattutto in considerazione dell'apparire dei primi hashtag di segnalazione su profili popolarissimi come quello di Chiara Ferragni. La lettera continua proprio con un particolare riferimento alle celebrità, che hanno una ancor maggiore capacità di influenza sugli utenti

Il divieto è ancora più forte visto che questi "influencer" – forti di decine di migliaia di follower – hanno carisma e possono condizionare le decisioni di acquisto dei giovani e dei giovanissimi quando mostrano approvazione per un vestito, un paio di scarpe, degli occhiali firmati.

Come cambieranno i post di Ferragni e Belén?

Così il Garante invita le star a segnalare eventuali accordi con marchi e sponsor vari con appositi hashtag o segnalazioni in riferimento alla pubblicità stessa. D'altronde, poche settimane fa vi avevamo spiegato proprio che con l'approvazione del ddl concorrenza, sulla scorta dell'esperienze di altri paesi, i post di Belén e della Ferragni non sarebbero stati più gli stessi. Le lettere del garante, inviate anche a marchi d'abbigliamento come Alberta Ferretti e Adidas, tendono anche a prevenire gli utenti generici rispetto a quelle tecniche che "la pubblicità occulta mette in campo. Alcuni artisti sembrano utilizzare i loro account per una conversazione tutta privata con i loro ammiratori. Le fotografie appaiono spontanee, naturali, sono realizzate con tecniche non sofisticate. Tutto questo in realtà punta a veicolare in forme non esplicite, non trasparenti un messaggio pubblicitario che, capita, è rafforzato da marchi in bella vista oppure da commenti enfatici sulle qualità dell'oggetto".