Valeria Bruni Tedeschi ha trionfato ai David di Donatello 2017 per il suo ruolo, interpretato straordinariamente, nel film La Pazza Gioia, diretto da Paolo Virzì. Acclamata da pubblico e critica, la sua vittoria è stata celebrata con un discorso molto bello, dedicato ai suoi amici più cari, oltre che alla sua psicanalista. A farle i complimenti, a qualche ora di distanza dalle premiazioni, è stata la sorella di Valeria, l'ex top model e première dame Carla Bruni. Sull'account ufficiale Instagram della cantate è comparsa una dedica, con la foto dell'attrice premiata ieri sera, in cui le rivolge grandi e sentiti complimenti in doppia lingua, italiano e francese

Bravissima Vale per il David di Donatello ricevuto ieri per "la pazza gioia" il tuo talento e la tua bellezza non fanno che crescere con il tempo 🌺❤ sono fiera di essere tua sorella …bravo a ma sœur Vale pour le prestigieux prix David di Donatello reçu hier soir pour son rôle dans le merveilleux film de Paolo Virzi "Folles de joie" .  Fière de ma grande sœur dont le talent et la beauté ne font que croître avec le temps

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Il discorso di Valeria Bruni Tedeschi.

Valeria Bruni Tedeschi, splendida Beatrice Morandini Valdirana nel film, si è commossa durante il discorso post premiazione e si è fatta assistere sul palco dall'amica e collega Micaela Ramazzotti, moglie di Paolo Virzì che l'ha affiancata ne La Pazza Gioia. Infischiandosene del cerimoniale, che prevedeva una durata massima del discorso, la Bruni Tedeschi ha detto: 

Non sapevo la cosa dei 45 secondi! Vorrei condividere questo premio con Micaela Ramazzotti. Senza Donatella, Beatrice non potrebbe esistere. Siamo un po' come Stanlio e Ollio. Ringrazio Franco Basaglia che cambiò radicalmente l'approccio della malattia mentale in Italia. Ringrazio Paolo Virzì che mi guarda da anni con tenerezza, allegria e senza paura. Ringrazio la mia amica Barbara che mi propose ufficialmente la sua amicizia il primo giorno d'asilo e mi dette un po' della sua focaccia facendomi sentire magicamente non più sola. Ringrazio le mie amiche e i miei amici senza i quali non potrei vivere. Ringrazio la mia povera psicanalista! Ringrazio Leopardi, Ungaretti, Pavese ma soprattutto Natalia Ginzburg, i cui libri mi illuminano e mi consolano. Ringrazio Anna Magnani, Gena Rowlands e suo marito, De André, Chopin, mia madre, Brassens, mia sorella, mia zia. Ringrazio di nuovo Paolo Virzì per avermi offerto di interpretare questo personaggio meraviglioso, triste, buffo e fantasioso e tutti i registi che mi hanno accolto nei paesi della loro fantasia e in anticipo ringrazio quelli che forse mi accoglieranno ancora e mi permettono di vivere questa vita parallela che è il cinema. Ringrazio gli uomini che mi hanno amata, che ho amato e anche quelli che mi hanno abbandonata ("e quelli che ti ameranno", aggiunge la Ramazzotti; "Sì, questo… lo avrei detto dopo!"), perché mi sento fatta di tutti loro, ed è a loro che mi racconto. Ringrazio gli sconosciuti che mi fecero un sorriso, un gesto, nei giorni più bui. Ringrazio i miei due meravigliosi bambini. Ecco. E grazie a voi. Scusatemi!