Francesco Facchinetti, ex Capitano, una volta era uno di quelli che giocava al ruolo del ribelle ma adesso non più. In una lunga intervista al Corriere della Sera, il figlio di Roby Facchinetti dei Pooh rivela di non essere più avvezzo alle ore piccole da quando è padre di famiglia ma soprattutto che è più interessato a ‘costruire' e a fare sempre le stesse cose. La routine non gli dispiace, anzi fare qualcosa di diverso sembra quasi infastidirlo. Le droghe? Meglio lasciarle perdere quelle. un altro degli insegnamenti di mamma e papà.

Ho quattro-figli-quattro. Prima, l' obiettivo era divertirmi, ora è costruire cose. Sono preciso, mi alzo alle sei, mangio sempre le stesse cose: riso, pollo, bresaola. Ciò che è fuori dalla routine mi preoccupa. Io sono sempre stato un dreamer. Mi sentivo Mick Jagger, ero determinato a fare musica. Frequentavo il Laboratorio anarchico di Milano solo perché c' erano concerti super, l' anarchia non sapevo neanche dove iniziava. Quando scoppiò una bomba a Palazzo Marino e la polizia murò il centro, mi trovai chiuso dentro, con la cresta da punk e la paura che mentre declinavo le generalità i compagni scoprissero che ero il figlio di Roby Facchinetti dei Pooh.

La giovinezza di Francesco Facchinetti.

Francesco Facchinetti ha vissuto tutte le fasi: punkabbestia, discotecaro ma senza mai aver superato l'asticella. Qualche rissa di troppo, quella sì.

Sono stato un punkabbestia, poi un discotecaro, ma non ho mai combinato guai gravi. Partivo per Riccione invece di andare a scuola, dicevo che tornavo e stavo via per sei giorni. Facevo spesso a botte: siccome ero dislessico, il pensiero viaggiava più veloce delle parole e partivano i cazzotti. A scuola? Male. Ero presuntuoso. Faccio il classico e mi dico: latino e greco non li studio, tanto li so. Bocciato in quarta ginnasio».

Facchinetti e la droga.

Sei canne in tutto, mi urtava il rito di doverle rollare. Gli acidi, l' eroina non li ho mai presi. Mamma lavorava con la comunità di Fratel Ettore e mi portava a recuperare i tossici alla stazione centrale. Ho visto uno dare testate al muro, mi hanno spiegato che un acido se l' era portato via e m' è passata la voglia. I miei hanno avuto l' intelligenza di non vietarmi niente, ma di farmi vedere i pericoli.

Francesco Facchinetti è diventato grande una volta che è nata Mia, la prima figlia avuta da Alessia Marcuzzi. Lui che ha una famiglia allargata, confessa di sentirsi benissimo così

Quando mi hanno dato Mia in braccio, la figlia che ho avuto da Alessia Marcuzzi. Prima, andavo a letto alle 10 del mattino, mi svegliavo alle 7 di sera. Mi saltava in mente di andare a New York, partivo per un mese. Ancora oggi, penso: ho voglia di New York, vado. Poi mi ricordo che ho quattro figli, mi metto a ragionare su come portarli con me. Sì, ma siamo una famiglia. Charlotte, e i due piccoli che ho avuto con Wilma, Leone e Lavinia, così come Mia, sono tutti fratelli.