Ha lottato a lungo per avere la figlia Penelope e adesso che la sua bambina sta diventando grande, Gianna Nannini ha deciso di non crescerla in Italia. Lontana dal paese che le ha regalato il successo e la fama, la cantautrice dichiara di aver fatto una scelta precisa: voleva che a sua figlia fossero garantiti quei diritti che a lei sono stati negati. Quando Gianna ha deciso di andare a vivere a Londra, in Italia non si parlava ancora di unioni civili né di stepchild adoption, argomenti che si stanno cominciando ad affrontare seriamente solo da qualche anno. Sono stati questi fattori a determinare la scelta di crescere Penelope in Inghilterra, come lei stessa confessa in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera

Londra è tutto il mondo, tutti i colori diversi che stanno assieme, ma gli inglesi sono sempre stati “brexit”. Ho scelto di vivere qui perché così mia figlia Penelope cresce senza preconcetti. Ho pensato di darle garanzie e rispetto. Allora da noi non c’erano nemmeno le unioni civili, figuriamoci la stepchild adoption.

Lontana dall’Italia, invece, ha potuto approfittare di entrambe insieme alla compagna Carla. È lei stessa a raccontarlo all’interno dell’autobiografia Cazzimiei. Alla Nannini l’Italia manca, sebbene all’estero la figlia stia crescendo con serenità. Conta di tornare, prima o poi, nei luoghi che ama

Mi manca la mia terra. Mi manca il mio vino. Tornerò prima o poi per vivere questo lato legato alla natura.

A provocare la sua rabbia, però, restano gli stessi argomenti. Della sua maternità affrontata da single si è ampiamente parlato. Allo stesso modo, la cantante sarebbe finita sulla graticola per avere deciso di avere un figlio dopo i 50 anni

La Bibbia parla di madri a 70 anni… Se Rod Stewart fa un figlio a 65 nessuno dice nulla. Invece con me si parla di questo e non della mia musica.