Gianna Nannini si racconta in un'intervista pubblicata su "Oggi". Un viaggio non tanto nella carriera musicale dell'artista senese, che il prossimo 14 giugno compirà 60 anni, quanto tra le pieghe della sua vita personale. Dalla giovinezza femminista alla grave crisi che la colpì negli anni Ottanta, fino alla controversa scelta di avere una figlia, Penelope, da single e a 54 anni. La cantante esordisce parlando del momento forse più difficile della sua vita, pur senza entrare nei particolari. Era il 1983

Ho vissuto una crisi terribile, non sapevo più chi ero. Quando mi sono ripresa ero un’altra, una bambina. Non bevevo più nemmeno caffè, solo latte. Sono rinata, infatti ora ho 33 anni… Ma è una storia lunga.

"Baciare una donna è più etereo"

La Nannini rievoca quindi gli esordi e l'emancipazione femminile

Erano i tempi delle lotte per i diritti delle donne, c’era tanto da dire… Più autocoscienza che piazza. Ci si riuniva fra amiche, si parlava per ore di sessualità, di dove farsi toccare, di cosa ci sarebbe piaciuto provare.

Erano anche i tempi in cui la Nannini faceva scandalo fingendo di masturbarsi sul palco, tanto da scatenare l'ira di papà, all'epoca noto industriale dolciario: "Mio padre scrisse a Mara Maionchi, che mi produceva, e le ingiunse di togliermi il cognome. Per un po’ andai a giro come Patrizia Nanni". L'intervista offre anche l'occasione per parlare dei primi amori, con un accenno a quell'epoca di sessualità libera

Primo bacio a una ragazza francese? No, il primo a un ragazzo spagnolo. Ma poi arrivò anche la francese, mi chiese un bacio e glielo diedi. Com'è baciare una donna? È più etereo.

La figlia Penelope, avuta a 54 anni: "Il corpo è mio"

"L’amore è difficile che duri. Credo più nell’amicizia, quella solida, vera, che dura una vita. L’amore fra due persone rischia spesso di finire in un conflitto", dice la Nannini. Diverso è però l'amore per la figlia Penelope, nata sei anni fa.

Be’, quello è amore puro. Quando ti nasce una figlia cambia tutto. Penelope è simpatica, fa schiantare dalle risate. Mi piglia in giro… Di solito mi chiama mamma. Ma ogni tanto mi chiama giannanannini, tutto attaccato. Va dalla gente e dice: mia mamma è giannanannini, rockstar. Penelope è un dono.

Ancora una volta, infine, rivendica con orgoglio la scelta di aver messo al mondo un figlio in età avanzata.

Ma il mio corpo è mio. Sono libera di decidere cosa voglio fare del mio corpo, o no? L’ho fatta, è bellissima, è una gioia. E poi Penelope non è mia figlia, è la figlia. Amata da tutti, libera. E a volte, un po’ comandina… Le piace fare la maestra, vuol dire la sua…Le faccio fare tutto. È già autonoma, indipendente.