Se qualche mese fa si era scagliata con forza contro chi contesta le cosiddette "mamme- nonne", Heather Parisi è tornata a combattere una delle sue battaglie, parlando stavolta delle adozioni da parte di coppie omosessuali. La showgirl di origine americana, da tempo trapiantata a Hong Kong, parla spesso dell'Italia nel suo blog. Stavolta, la Parisi ha criticato duramente un articolo di Marco Guerra apparso sul quotidiano La Verità di Maurizio Belpietro: in esso si fa riferimento a allo scrittore gay John Hart che raccontava tempo fa come la sua bambina, adottata insieme al compagno, imitasse gli altri bambini invocando la mamma. La Parisi, descrivendo il pezzo, parla di "insopportabile sarcasmo e dei soliti beceri pregiudizi nei confronti dei "paranoici" genitori omosessuali", schierandosi con decisione per la tutela dei diritti dei gay

Pretendere di fare analisi statistiche sul numero di gay pro e contro le adozioni per coppie dello stesso sesso, basandosi sulle parole di Domenico Dolce e Stefano Gabbana (al centro tempo fa di una polemica sulle adozioni omosessuali, ndr), è come voler stabilire l'orbita di un satellite usando un aeroplano di carta. Dolce e Gabbana non rappresentano il mondo gay e per certi versi lo hanno profondamente tradito. L'interesse superiore di un bambino è di trovare un ambiente famigliare sano e amorevole a prescindere da come è composto il nucleo famigliare. Finiamola di pensare che bastino due genitori di sesso diverso a fare una famiglia perfetta. Il mondo è pieno di famiglie tradizionali dove i figli subiscono abusi e violenze.

La polemica di Heather Parisi sulle "mamme-nonne"

Impossibile non accostare questo episodio a un altro analogo, quando la Parisi aveva criticato fortemente l'Italia inserendosi nel succitato discorso sulle "mamme nonne" e attaccando la decisione del tribunale di Torino di allontanare una bambina dai genitori "troppo anziani". In quell'occasione, la ballerina aveva espresso molta amarezza nei confronti di una certa mentalità nostrana

In Italia il rispetto per il "diverso" non esiste. È considerato diverso chiunque sia al di fuori dei canoni stabiliti dalla cultura dominante. Diverso è colui che diventa genitore in età avanzata, diversa è la madre che ricorre alla fecondazione eterologa o surrogata, diverso è l'omosessuale che ambisce ad avere gli stessi diritti dell'eterosessuale, diverso è l'immigrato. In Italia alla discriminazione legata al sesso, ai gusti sessuali, al colore della pelle, alla religione, da oggi aggiungiamo anche quella legata all'età.

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