È tornato il Grande Fratello Vip nelle nostre vite. Il reality show condotto dalla caparbia Ilary Blasi è ritornato con la puntata più difficile per un programma di questo genere. Il debutto (qui la cronaca della prima puntata) è uno degli scogli più duri da superare per un programma strutturato sull’idea di un gruppo di persone messe in cattività in una casa spiata da telecamere. Sembra che tutto sia filato liscio: il cast funziona, basta attendere che si accenda qualche scintilla, è solo questione di tempo; la conduzione è ben oleata, la Blasi funziona come funzionava lo scorso anno ed è a suo agio con Signorini; si aggiungono gli ascolti sbalorditivi di questa prima puntata, tali da permettere al Grande Fratello Vip di vincere la prima serata e crescere nettamente rispetto allo scorso anno.

Uno degli show più vecchi della tv italiana.

Cosa c’è che non va, allora? C’è che il Grande Fratello è vecchio. Non è la solita contestazione spicciola fatta con snobismo intellettuale, che il programma sia datato è cosa oggettiva, lo dice l’evidenza degli anni passati dall’arrivo in Italia del reality. Il 14 settembre 2000 il programma condotto da Daria Bignardi invadeva i palinsesti della televisione italiana, finendo col cambiare per sempre il piccolo schermo, infilandosi ovunque, contaminando i linguaggi, condizionando ogni tipo di produzione. Sono passati 17 anni da allora, tempo che associato alla tv assume le connotazioni di eternità, e il Grande Fratello è ancora (!) il programma di punta della seconda rete televisiva più vista nel panorama italiano. La responsabilità è di Canale 5.

Sia ben chiaro, non è una colpa riproporre un programma (o un corollario di esso) che garantisce un buon ritorno di ascolti e quindi introiti. È semmai grave intenderlo, ancora oggi, come la colonna della propria programmazione. Allo stato attuale Il GfVip si alterna con l’Isola dei Famosi (che pure ha quasi 15 anni d’età) ed Amici (con gli anni siamo lì) in qualità di perno e punto di riferimento attorno al quale gravitano altri contenuti in onda sulla stessa rete nel corso della settimana. Qualcuno ricorda altre novità proposte nell'ultimo lustro da Canale 5? Inoltre l'essere attempato non è un fatto che emerge solo pescando nel micromondo Mediaset perché, pure spaziando altrove, sono pochi i programmi ancora in onda più anziani del reality, si contano sulle dita di una mano e sono titoli che vanno da Domenica In a Quelli che il Calcio, passando per I Fatti Vostri e Uno Mattina.

Il Grande Fratello Vip e Grande Fratello: differenze.

Si dirà che questo non è Grande Fratello, supponendo che l’accezione “vip” fornisca al programma gli elementi necessari per considerarsi nuovo. Ma sappiamo tutti che è vero solo in parte. Anzi, se si vuole, in termini di scrittura il GfVip rappresenta addirittura un passo indietro rispetto al format originale, perché si priva di una caratteristica essenziale appartenente alla sua forma primordiale, ovvero che i concorrenti non si conoscano, non abbiano la minima idea delle persone con cui si troveranno a convivere e siano dunque costretti a plasmarsi, agire in funzione degli imprevedibili atteggiamenti altrui. Nella versione vip tutto ciò è assente, i protagonisti entrano in casa sapendo già chi sono e con chi vivranno, consci di avere un pubblico che si aspetta da loro determinate cose sulla base di una conoscenza preesistente e avvantaggiati, dunque, dal poter studiare, già prima di entrare, i comportamenti altrui. Il Grande Fratello Vip quindi, se si vuole, è un’aberrazione del Grande Fratello.

Perché lo guardiamo ancora?

La domandona da un milione allora è perché così tanti continuano a guardarlo? Vale ancora la regola della gente che alla sera, stanca dopo una giornata di lavoro, non ha alcuna voglia di pensare a tragedie, ma vuole solo svagarsi? Con il panorama televisivo attuale è una risposta impensabile, vista la tale e tanta varietà di programmi ed emittenti disponibili in tv. La risposta va trovata nelle grandi capacità di Canale 5. Negli anni, infatti, la rete è stata in grado di crearsi ed accudire un pubblico di cui conosce a menadito le caratteristiche, i gusti, le preferenze. Questa conoscenza permette di disegnare alla perfezione programmi dai quali ricavare il maggior profitto possibile.

Senza scomodare analisi sociologiche, il successo del Grande Fratello Vip (che dovrà essere confermato nelle prossime settimane) è principalmente attribuibile ad una sapiente ed ineccepibile lavoro di casting e scelta dei volti di riferimento del programma. Ma è anche un problema di pigrizia del telespettatore, che si lascia cullare dall'abitudine. L'eterno successo del Grande Fratello mette infatti a nudo tutta l'ipocrisia che si nasconde dietro alle istanze di novità e progresso che spesso sventoliamo per dire che una cosa vecchia non ci piace, ad esempio per opporci ad alcuni volti o programmi istituzionali della tv. Se fossimo telespettatori più consapevoli ammetteremmo che guardare ancora il Grande Fratello, dopo 17 anni, è quantomeno insolito.