Si torna a parlare di star del mondo dello spettacolo vittime di rapine e violazioni di domicilio, con il racconto drammatico fatto da Iva Zanicchi nel corso del programma "Storie Vere". L'Aquila di Ligonchio, che oggi vive con il compagno Fausto Pinna in Brianza, ha raccontato di aver subito un'incredibile sequela di furti in casa.

Purtroppo siamo in balia di questi delinquenti. Io abito in una zona pericolosissima. In Brianza ci sono delle bande, sia italiane che straniere. Mi hanno ‘visitato' sette volte in questa mia casa. Due volte erano armati e una volta eravamo addirittura in casa. Il maresciallo ci ha detto di ringraziare Dio perché ci è andata bene, si trattava di quel famoso Manolo che aveva poi ucciso quella povera famiglia a Brescia. Viviamo asserragliati, adesso ho messo un cartello grande fuori dal cancello. Ho scritto ‘Avete rubato tutto, non ci sono più cose di valore. Se volete vi posso fare una spaghettata, entrate pure… ma non c'è più niente da rubare'. Non se ne può più. Questa è una zona abitata da gente benestante, ma anche da operai e lavoratori, perché le bande devono scorrazzare? I carabinieri fanno quel che possono ma evidentemente non basta. Questo non è vivere, ho 13 telecamere, potrei fare un concerto con le luci che ho in giardino, dormo meglio quando sono in albergo. Una volta che me li sono trovati in casa ero talmente esasperata che gli ho detto: "Parliamone. Se volete rubarmi le cose più preziose, i miei premi di Sanremo, ve li ricompro". Ho rischiato di farmi ammazzare!

I casi di Celentano e Facchinetti, la Zanicchi: "Sono contraria all'autodifesa con le armi"

La dichiarazione della Zanicchi arriva a pochi giorni dalla denuncia shock di Adriano Celentano, che ha raccontato di aver subito l'intrusione di alcuni sconosciuti nell'abitazione condivisa con la moglie Claudia Mori, non lontana dalla casa della stessa Zanicchi. La cantante ha commentato l'accaduto: "Quello di Celentano è un caso anomalo, magari sono persone che vogliono compiere rapimenti o atti orribili cui non voglio nemmeno pensare". La Zanicchi sconsiglia però la possibilità di difendersi da soli con l'uso delle armi, come invece sostenuto da Francesco Facchinetti dopo un'intrusione subita dal padre Roby.

Io sono contraria. Anzitutto, non ammazzerei neanche una mosca. E poi, loro sono sempre più veloci e preparati, se tu prendi una pistola sei morta. Dopo la prima rapina mio marito è rimasto appostato per una settimana con un fucile a canne mozze, ma è assurdo e non serve a nulla. Non dico che non mi difenderei ma non con una pistola, me lo hanno sconsigliato anche le forze dell'ordine.