In un'intervista a Rap Radar, Jay-Z ha spiegato cosa ha spinto lui e la moglie Beyoncé a chiamare i loro gemellini Rumi e Sir, nati a giugno. La scelta di nomi stravaganti, eccentrici e non propriamente usuali non è certo una novità, quando di tratta di figli delle star dello spettacolo: basti pensare alla primogenita di Chris Martin e Gwyneth Paltrow dal nome, per così dire, "fruttifero" (Apple, cioè "mela"), alla figlia di Geri Halliwell battezzata Bluebell Madonna o alla coppia Kim Kardashian-Kanye West che ha esteso il gusto per il trash dall'abbigliamento alla scelta dei nomi per i figli (North e Saint). La lista sarebbe ancora lunga e la coppia Jay-Z/Beyoncé non ha voluto essere da meno, specie dopo aver chiamato la primogenita Blue Ivy.

Il rapper ha spiegato così le motivazioni dietro alla scelta di Rumi e Sir, nomi già depositati come marchio registrato. Quello della femmina è un omaggio a un poeta mistico molto amato da lui e dalla moglie, il teologo persiano Jalal ad-Din Muhammad Rumi vissuto nel XIII secolo e fondatore della confraternita sufi dei dervisci rotanti. Per quanto riguarda il maschietto ("sir" significa "signore") si sarebbe trattato di una decisione "automatica"

Rumi è il nostro poeta preferito, per questo abbiamo chiamato così nostra figlia. E Sir? Il nome è venuto fuori naturale dal momento in cui è uscito dal grembo materno. Lui ha portato quel nome con sé.

Jay-Z ha inoltre confessato la volontà di dedicarsi in questi mesi solo al mestiere di papà, tanto da rimandare gli impegni professionali.

Ho deciso di partire con il tour a ottobre per poter stare con loro almeno quattro mesi… per legarmi davvero a loro. Saranno comunque in tour con me, ma avevo bisogno di un periodo senza fare nulla, in cui mi potessi concentrare solo su di loro.