Si è raccontata in tutta la sua stravaganza, negli eccessi, nella vita apparentemente assurda e irreale tra intellettuali, uomini di potere, nobili, ma pur sempre "senza una lira", come ha detto lei. L'intervista di Marina Ripa di Meana rilasciata a Candida Morvillo per il Corriere della Sera, in occasione dell'uscita del suo ultimo libro, è una specie di Bignami della storia italiana recente, dei personaggi più eccentrici e rilevanti del nostro paese, da Moravia a Gassman, arrivando a Gianni Agnelli. Una donna che è riuscita a fare una vita incredibilmente varia, in parte inspiegabile nelle sue dinamiche, amata dagli uomini di potere più illustri d'Italia, nascendo quasi dal nulla, o meglio accontentandosi di non guardare mai i soldi (spendendone tuttavia tantissimi) a differenza della sua grande amica Marta Marzotto, scomparsa pochi mesi fa

Ci siamo volute bene e abbiamo tanto litigato. Però era generosissima. Mi prestò una croce di diamanti importanti per un servizio fotografico e me la rubarono. Ero disperata e lei “ma lascia perdere, sono piena di gioielli!". Litigavamo perché è stata generosa e travolgente, ma ha sempre voluto primeggiare, era tutto “io io io… Io ho i figli più belli, le marmellate più buone, gli uomini più belli”. Quando ci vedevamo, le dicevo “ecco io io io! Abbracciami!”. Poi, è invecchiata male, negli ultimi anni, ha fatto sceneggiate a tutte le amiche ed è finita a frequentare soprattutto i Flavio Briatore e altra gente coi soldi. La differenza fra me e lei è che io i soldi non li ho mai guardati. Sono stata con Angeli e non avevamo una lira, io vendevo un vestito, lui in quadro e passavamo a saldare i conti. Morirò povera, non ho mai accumulato. Per me, non potrà esserci il sussidio Bacchelli che va agli artisti, ma qualcuno dovrà inventarsi un “Elargelli”… In fondo, ho vissuto molto di elargizioni

Matrimoni, uomini, relazioni varie, Moravia che ci provò nel suo atelier quando non aveva che 27anni (lui 60), Marina Ripa di Meana ne avrebbe di tantissime da raccontare e infatti lo fa. Narra di quando si è prostituita, chiedendo soldi in cambio di sesso, così come della sua lotta con un tumorelotta con un tumore: è stato Veronesi a convincerla a lottare quando lei voleva mollare. Tra gli aneddoti, imperdibile quello su Gianni Agnelli, uno che a lei non è mai piaciuto: "Mi faceva orrore il suo cinismo esagerato. Come ha scritto Pietro Citati, di lui passerà alla storia che metteva l’orologio sul polsino". Ma non è tutto, perché Agnelli aveva un debole per lei e ci provava

Un giorno, passò da casa mia. Forse sperava in una sveltina, mi trovò a letto con lo scultore Eliseo Mattiacci e l’artista Gino De Dominicis. Disse: “Siamo già in troppi”, e se ne andò […] Nella mia scapestrataggine, ho avuto anche questo amore a due. Il sodalizio prevedeva che non ci dovessimo dividere mai. Andavo a prendere mia figlia Lucrezia a scuola o il tè da Babington ed erano sempre tutti e due con me