Hanno tra gli 11 e i 15 anni e si ritrovano con più follower di Madonna. Sono le star di Instagram, il popolare social network che parla per immagini e che tiene incollati ai propri smartphone, schiere intere di ragazzini da tutto il mondo. I riferimenti sono i soliti dei teenager: c'è la insta-star alla Justin Bieber, quella alla Taylor Swift, quella che sogna la stessa fulminante carriera di Ariana Grande, c'è il ragazzino miliardario che regala soldi con i contest per i suoi follower, che poi è anche quello che svuota le casse di acqua Evian nel gabinetto, che distrugge i suoi 13 iPhone mentre li usa come carte da gioco e tante altre diavolerie, tali da far gridare al "ma-che-cazzo-stai-facendo?". In principio fu MySpace ad alimentare tendenze di questo tipo, ne è un chiaro esempio una canzone di Caparezza della prima metà degli anni 2000, Io diventerò qualcuno. Poi arrivò il boom di Youtube, Facebook, Twitter, cambiando nuovamente le regole del gioco. Adesso, con Instagram, la promozione by myself accaparrandosi follower, restando costantemente connessi ai propri social network, parla per le immagini, i tag e gli hashtag, ma soprattutto gli shot-out.

Shot-out, questo sconosciuto. In pratica uno shout-out è uno scatto nel quale viene taggato un altro profilo, al fine di dargli visibilità. E non è altro che un modo che permette al ragazzino superfamoso e pieno di follower su Instagram, di monetizzare la sua celebrità, nell'attesa che qualche major decida di metterlo sotto contratto per lo stesso motivo con il quale è stato messo sotto contratto un Justin Bieber: la viralità sui social network, nuova via dell'oro per chi fa mainstream. Ecco alcuni esponenti di primo piano di quest'esercizio di ragazzini: c'è Brent Rivera, 476mila follower, meglio appunto di Madonna, con quel suo fascino da adolescente in fase di sviluppo, catalizza l'attenzione di ragazzine da tutto il mondo. Poi c'è Alli Simpson, quindicenne australiana e "raccomandata". E' infatti la sorella del cantante Cody Simpson, altro residuo bellico della Youtube Generation, e punta dritto ad emularne successo e contratto discografico.

Garrett Dwane, business man a 14 anni. Se volete che Garrett Dwane posti una vostra foto in collage con la sua ed inserisca il vostro account, vi costerà 30 dollari. Il ragazzino ci sa fare e monetizza i suoi 190mila follower in questo modo. Chi invece non ha problemi di soldi è Lavish P., un annoiato studente di 17 anni che abita a San Francisco e che non ha nulla da fare tutto il giorno, oltre a postare su instagram, foto che lo vedono gettare soldi dal balcone, sprecare acqua minerale Evian nel gabinetto, oppure giocare a carte con i suoi iPhone. Il ragazzetto organizza anche contest regalando 80mila dollari a quanti commentano le sue foto. Il boom di instagram sta generando nuovi modi di fare ed essere mainstream, la viralità è sempre al centro di tutto. Anche in Italia, ultimamente, questi fenomeni sono in crescita, anche se si viaggia su numeri molto più bassi. Gettonatissima, in questo senso, è Nicole Minetti. Ma non è una teenager, non canta e non regala nulla, tranne che i suoi scatti hot. La seguono quasi in 100mila. I soliti italiani.