Il rapporto di Robbie Williams con alcol, droga e dipendenze è profondamente cambiato. L’ex Take That ha messo un punto fermo al passato, impegnandosi a diventare un uomo migliore per la moglie Ayda e i due figli nati dalla loro storia d’amore. La tara che quel periodo gli ha lasciato, la stessa contro cui combatte ogni giorno, continua però a produrre i suoi effetti ancora oggi.

In un’intervista rilasciata a “The Sun”, il cantante racconta che c’è qualcosa, una specie di ricordo della dipendenza, dal quale forse potrebbe non liberarsi mai

Non voglio bere alcol e non voglio prendere cocaina. Sono davvero contento che non ne faccio uso, ma all’ecstasy ci penso ancora. Ancora oggi soffro d’ansia. Quando guardo fuori dalla finestra, sono convinto che tantissime altre persone sono alla propria finestra che pensano ai propri guai e alle proprie preoccupazioni. Quest’anno sono stato di nuovo in terapia. Lanciare un nuovo album è una cosa grossa, parlare con gente come te e andare in televisione, e poi rifare tutto di nuovo, Paese dopo Paese. Anche se fossi la persona più equilibrata del mondo, sarebbe stressante. Ed io non sono la persona più equilibrata del mondo, sono esattamente l’opposto.

La nascita della figlia lo ha cambiato.

A cambiarlo è stata la nascita di Theodora, la sua prima figlia. Al di là delle dichiarazioni shock rilasciate, e probabilmente esagerate ad arte, successive alla sua nascita, Robbie si è impegnato a fondo per diventare il padre che riteneva i suoi figli meritassero di avere. Ci è riuscito, ma al prezzo di un sacrificio altissimo che non avrebbe dovuto pagare se non si fosse mai lasciato sedurre dal piacere letale delle dipendenze. Il cantante dimostra la sua enorme presenza di spirito lasciandosi alle spalle qualcosa che aveva conosciuto e apprezzato, a favore del suo nuovo ruolo di genitore. Anche la sua carriera ha tratto beneficio da questa metamorfosi intervenuta nella sua personalità, l’unica che sarebbe stata in grado di salvarlo.