In queste ore il mondo intero piange la morte di Chester Bannington, cantante dei Linkin Park morto suicida a 41 anni. È stato ritrovato impiccato all’interno di una residenza privata alle porte di Los Angeles. Sono ancora ignoti i motivi che hanno spinto l’artista a compiere il folle gesto a pochi mesi dalla morte di Chris Cornell, il grande amico che avrebbe festeggiato il compleanno proprio oggi. Chester lascia la moglie Talinda Bentley e 6 figli nati da 3 relazioni differenti.

Gli abusi sessuali vissuti da bambino.

Il passato di Bannington e la vita condotta fino a oggi sono stati segnati inevitabilmente dagli abusi sessuali subiti quando era solo un bambino. Il cantante morto suicida ebbe un’infanzia decisamente complessa. Dai 7 ai 13 anni fu molestato sessualmente da un adolescente. Decise di non denunciarlo solo dopo aver scoperto che il suo stesso carnefice era stato una vittima. Pochissime sono state le occasioni durante le quali Bannington si è aperto sull’argomento. Lo fece, però, nel 2003 quando, intervistato dalla rivista Kerrang!, raccontò

Se ripenso a quando ero veramente giovane, a quando sono stato molestato, a quando stavano succedendo tutte queste cose orribili intorno a me, rabbrividisco.

Chester ha sempre ricordato quel periodo come quello dal quale avrebbero preso origine tutti i problemi di dipendenza vissuti a partire da qualche anno più tardi

Quando ero ragazzino, essere picchiato e anche violentato non era divertente. Non vorremmo mai che questo accadesse proprio a noi e io sinceramente non so di preciso quando è iniziato tutto. Ma circa quattro anni fa sono andato a trovare mia madre e ho visto una mia vecchia foto: ricordo chiaramente dove è stata scattata. Tutt’ad un tratto, poiché c’erano i ragazzi, l’ho guardata e senza dire nulla ho pensato: “Wow, è così che apparivo agli altri”. E poi mi sono ricordato. Oh mio Dio. Mi sono ricordato di tutte le cose che mi succedevano e ancora oggi ripensandoci mi viene da piangere. Oh mio Dio. Stava fottutame*** succedendo a me ed ero così piccolo, molto prima di quanto ricordassi. Mio Dio, non mi stupisco di essere diventato un tossicodipendente. Non mi stupisco per essere diventato completamente instabile per un po’ di tempo.

Il matrimonio con Talinda e i 6 figli.

Nella vita, Bannington ha amato molto. Tre sono le donne dalle quali ha avuto dei figli, donne che ha amato in maniera diversa ma con intensità. La prima relazione importante fu quella con Elka Brand che lo rese padre del primogenito Jaimie nel 1996. Nello stesso anno il cantante, che all’epoca non era ancora famoso, conobbe Samantha Marie Olit mentre lavorava all’interno di un fast food appartenente a una nota catena. Si sposarono il 31 ottobre, 5 mesi dopo la nascita del figlio avuto dalla Brand. Samantha e Chester ebbero il loro primo figlio il 19 aprile del 2002, Draven Sebastian. Tre anni dopo quel momento, nel maggio del 2005, si separarono. Il frontman dei Linkin Park aveva già conosciuto Talinda Bentley, la modella di Playboy che sarebbe stata la sua ultima moglie. Si sposarono alla fine del 2005 e nel marzo dell’anno successivo ebbero Tyler Lee, primo figlio della coppia. Contestualmente, Bannington decise di adottare Isaiah, il figlio avuto dalla prima compagna Elka insieme a un altro uomo. Nel 2001 dal matrimonio con Talinda nacquero le gemelle Lilly e Lila che sarebbero andate a completare la loro già numerosa famiglia.

I problemi con le dipendenze.

A scandire la vita di Chester, interrottasi prematuramente, è stata soprattutto la dipendenza da alcol e droghe. Cominciò a fumare marijuana quando aveva 11 anni, probabilmente in seguito agli abusi sessuali che subiva già da tempo. I membri della sua band hanno tentato a più riprese di aiutarlo, pare con buoni risultati. Quando finalmente nel 2014 riuscì a disintossicarsi, volle celebrare quel periodo raccontandolo ai suoi fan senza filtri

Vivevo di alcol. Poteva essere birra, Jack e Coca Cola o Jack Daniels con ghiaccio. Poi sono arrivato ad un punto in cui mia moglie mi ha detto dopo sette mesi che stavamo insieme: “Non penso che ci sia stato un giorno da quando ti conosco in cui tu non abbia bevuto”. E io bevendo un Jack and Coke: “Ma che stai dicendo? Non è vero”. Ecco come stava andando la mia vita. Stavo malissimo. Dai 13 ai 16 anni mi facevo di LSD e bevevo come un pazzo. Poi quando non riuscivamo a trovare l’acido, ci facevamo di speed. Ora, per la prima volta nella mia vita, non sono arrabbiato con me stesso per essere stato un alcolizzato. Prima lo facevo per fare un dispetto a me stesso, ci pensavo in continuazione. Il problema era che vedevo l'essere sobrio come una punizione.