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2 Ottobre 2014
18:17

Adriano Celentano scrive a Napolitano: “Conceda la grazia a Fabrizio Corona”

Adriano Celentano scrive una lettera aperta al Presidente della Repubblica per chiedere la grazia a Fabrizio Corona: “Non infierisca su un’anima che sta per risorgere”.
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Parole forti e accorate di Adriano Celentano per Fabrizio Corona in una lettera aperta al Presidente della Repubblia, Giorgio Napolitano. Chiede la grazia all'ex re dei paparazzi, condannato a nove anni di reclusione che sta scontando nel Carcere di massima sicurezza ad Opera. Il Molleggiato esordisce scusandosi "se con tutti i grattacapi, anch'io mi accodo alla richiesta di grazia per Corona". Nei giorni scorsi già Paolo Bocedi, presidente dell'associazione antiracket Sos Italia Libera, sulle pagine de Il Fatto Quotidiano denunciava lo stato di salute precario di Fabrizio Corona, dimagrito e depresso da un regime di carcere che neanche un condannato al 41 bis si ritroverebbe a sopportare.

Adriano Celentano ha pubblicato la lettera aperta sul suo blog, anticipandone i contenuti all'Ansa.

Caro Presidente Napolitano, mi scusi, se con tutti i grattacapi che immagino lei abbia, anch'io mi accodo con una richiesta di grazia per Fabrizio Corona. Pensi che io non l'ho mai conosciuto, ma ho seguito le sue vicissitudini attraverso i giornali e la televisione. E ogni volta, quando lo vedevo e lo sentivo parlare, avvertivo come un qualcosa che spaccava in parti uguali due sentimenti fra di loro contrastanti: da un lato mi irritava la sua spavalderia nell'ostentare tanta sicurezza, dall'altro avvertivo un senso di profonda tenerezza come chi, bisognoso di affetto, improvvisamente si rendesse conto di quanto grande fosse il sacrificio che lo attendeva per aver rincorso una ribalta attraverso il gioco di una carta sbagliata: di uomo forte, rude, che deve piacere alle donne e che non piange mai, neanche quando il giudice lo condanna, perché fotografi e giornalisti sono lì pronti a immortalare la lacrima che invece lo salverebbe da una pena così eccessiva. Capisco che il giudice applichi la legge ma ciò che non capisco è perché la applica quando vuole lui. Lei, signor Presidente, lo sa meglio di me: i criminali veri sono tanti, e non si contano quelli che in galera passano molti meno giorni di quanti ne ha già passati l'esuberante fotografo. Certo, lui ha sbagliato come ognuno di noi, chi più e chi meno sbaglia, probabilmente anche a Lei sarà capitato. Quando si è giovani è facile farsi prendere dalla voglia di arrivismo, anch'io ne sono stato più volte sfiorato, e quando accade si sbaglia SEMPRE. E forse è proprio perché anch'io devo aver sbagliato che Le chiedo, solo per pochi attimi, di calarsi nella sofferenza di chi sta pagando anche con la salute un prezzo spropositato rispetto agli errori commessi.

"Corona, un paparazzo onesto nel caso Trezeguet"

Adriano Celentano prosegue la difesa a Fabrizio Corona, reputandolo un paparazzo che, dopo aver sorpreso David Trezeguet con un'altra donna che non era la moglie, ha avuto "un'idea diversa", ovvero quella di andare a trattare direttamente con lui, anziché vendere gli scatti ai giornali. Lo stesso calciatore in un'intervista a La7 tenutasi in occasione della partita della pace, lo scorso 2 settembre, aveva dichiarato di non essersi mai sentito minacciato o ricattato. Secondo Adriano Celentano una "geniale opera d'onestà".

E che, se proprio vogliamo addentrarci in quella che secondo i giudici sarebbe la parte più scabrosa da cui nasce la furia di tale condanna, a ben guardare Corona non ha fatto né più né meno ciò che fanno tutti quelli che chiamano ‘Paparazzi': ‘l'incriminato' si apposta, fotografa Trezeguet con una donna che non è la moglie. Anziché proporre lo scandalo ai giornali (come fanno tutti) lui, il Re dei paparazzi, ha un'idea diversa. Va dal calciatore e gli dice: "ti ho beccato con una donna che non è tua moglie, se vuoi, il servizio lo posso vendere a te anziché ai giornali". Trezeguet, che non è scemo, intuisce la convenienza dell'affare e accetta, come del resto avrebbero fatto tutti compreso il sottoscritto. E non mi meraviglierei se insieme al pagamento di 25mila euro il calciatore avesse espresso ‘all'esuberante' una certa riconoscenza per la genialità di aver conseguito un'opera di ONESTA' in ciò che, secondo i giudici, sarebbe il male dei paparazzi. Per cui tutti in galera tranne Corona, che pur sotto pagamento ha evitato uno scandalo in famiglia.

"Non infierisca nell'amputazione di un'anima che sta per risorgere"

La chiusura di Adriano Celentano colpisce per la poesia e per il grande senso cristiano.

Signor Presidente a Lei che è nella condizione di aggiustare i passi di coloro che sbagliano, chiedo solo un po' di pietà e di concedere la grazia a quel ragazzo che ‘nel male ha agito bene', come disse Gesù. Infierire significherebbe assistere alla stupida amputazione di un'anima che sta per RISORGERE. Caro Presidente la ringrazio!".

La sensazione è che, dopo la lettera aperta di Adriano Celentano, possa finalmente a muoversi qualcosa di più grande intorno alla richiesta di scarcerazione di Fabrizio Corona che, ricordiamo, avrebbe bisogno della rimozione dell'aggravante ricevuta in appello, che non gli consente di scontare il resto della pena ai domiciliari.

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