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Catena Fiorello contro Diletta Leotta: “Se dice che la bellezza è un dono non aiuta noi donne”

Catena Fiorello, sorella di Rosario e di Beppe, in una intervista al Corriere della Sera racconta del suo rapporto con i fratelli e lascia alcune considerazioni sul Festival di Sanremo: “La vera modernità sarà quando noi donne non saremo costrette a fare i monologhi per dire: guardate che ci siamo anche noi”. E su Diletta Leotta: “Dice che la bellezza è un dono, non aggiunge qualcosa alla buona causa delle donne”.
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Catena Fiorello, sorella di Rosario e di Beppe, ma anche di Anna, la ‘non famosa' che gestisce un negozio di ceramiche siciliane a Roma. Intervistata dal Corriere della Sera, la scrittrice si racconta a poche settimane dall'uscita del film "Picciridda", tratto da uno dei suoi romanzi più noti, in uscita il 5 marzo. Catena è il nome di sua nonna, al quale è ispirato il personaggio di Nonna Maria (Lucia Sardo) nel film: "Una donna modernissima, che girava con la bandana e fumava il sigaro. Rimase incinta di un uomo sposato e suo figlio, mio padre, non l'ha cresciuto nell'odio dell'uomo che la abbandonò". Il film non è una storia vera, ma una somma di tante storie ascoltate e vissute negli anni. Nell'intervista, ovviamente, non potevano mancare passaggi sul suo rapporto con i "Fiorello" più famosi. E una bacchettata al Festival: "Rosario ha partecipato a una festa per celebrare il suo amico Amadeus. Poi, la vera modernità sarà quando noi donne non saremo costrette a fare i monologhi per dire: guardate che ci siamo anche noi". E attacca Diletta Leotta"Se dice che la bellezza è un dono, non aggiunge qualcosa alla buona causa delle donne". 

Le parole di Catena Fiorello su Rosario

Catena Fiorello nel mondo della tv ha collaborato principalmente al dietro le quinte. Figura come autrice per numerosi programmi televisivi che hanno fatto la storia, da ‘Buona Domenica' a ‘Blog – reazione a catena'. Ma il cognome non l'ha aiutata in questo:

Ho condotto dignitosamente programmi, ma non ho fatto niente per fare tv, consapevole che era pericoloso perché domani avrebbero detto che sono raccomandata dai due fratelli famosi. Rosario mi consigliò di usare lo pseudonimo, gli risposi: il nostro cognome ce l’ha dato papà. I libri mica me li scrive Fiorello, né lo porto alle presentazioni. In Italia si vive sulle raccomandazioni, non si può credere che uno possa andare per la sua strada. Ci ho messo otto anni a fare questo film, perché è cinema d’autore e non una commedia ridanciana. Oliver Stone al Festival di Taormina mi disse: mi porterò dietro l’intensità dello sguardo della Picciridda. […] Sanremo? Rosario ha partecipato a una festa per celebrare il suo amico Amadeus.

Le parole di Catena Fiorello su Beppe

A una domanda sui ‘fratelli maschilisti', Catena Fiorello risponde così: "Hanno frainteso. Dico che la società è maschilista. Beppe si infastidisce se parliamo di noi tre e blocca in partenza le domande. Io rispondo: vuoi sapere cosa facevamo da ragazzi? Quello che facevi tu, con tuo fratello e tua sorella". 

Le parole di Catena Fiorello su Sanremo

La stoccata più interessante è al Festival di Sanremo e al ruolo delle donne al suo interno. Catena Fiorello non ci sta a questo format che costringe la donna a "fare monologhi per dire: guardate che ci siamo anche noi". E punta il dito sia su Rula Jebreal, sia su Diletta Leotta.

La vera modernità sarà quando noi donne non saremo costrette a fare i monologhi per dire: guardate che ci siamo anche noi. Se Rula Jebreal deve raccontare quella bella storia drammatica per attirare l’attenzione, tutta questa parità non c’è. E se Diletta Leotta dice che la bellezza è un dono, non aggiunge qualcosa alla buona causa delle donne.

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