Francesca Senette ha condiviso su Instagram una foto che ha subito rassicurato i fan per la didascalia che l'accompagnava: "Adesso credo nei miracoli". Un incidente, infatti, in pieno clima vacanziero ha stravolto la felicità di una semplice giornata su strada, in un camper a lei familiare. Cantava con i due figli la canzone Nera di Irama, quando un boato ha distolto la sua attenzione dalla guida:

Voi mi seguite e mi scrivete e mi volete un poco di bene perché sono vera e non mi preoccupo troppo dell’apparenza, quindi rispondo così al vostri 327 messaggi di sostegno e paura, e affetto e preoccupazione. Ero con i miei due figli in camper, il nostro camper, revisionato perfetto e di soli 5anni, comprato per Tommy, per viaggiare con lui piccino….guidavo e cantavamo Nera-come- la- tua-schiena, in seconda corsia, A14, 120km all’ora di serena felicità, quella di chi sta raggiungendo papà per un atipico inizio di vacanze. Il caldo,  il traffico, le bottiglie d’acqua, la musica, e poi B U U U U U M! Uno schianto, uno scoppio, una bomba, la mia ruota destra posteriore esplode in mille pezzi  e il camper che impazzisce sotto di noi, fra le mie mani e si sbatte a sinistra ( ma non tocca il cemento che separa la carreggiata) e poi si lancia furioso e violento come un animale feroce a destra ( ma non sfiora il guardrail) per risbattersi selvaggiamente verso sinistra (sempre senza arrivare al cemento) e girarsi finalmente testa coda per fermarsi contromano in corsia d’emergenza a 40 cm dalla protezione stradale.

Il racconto prosegue con i dettagli di ciò che è accaduto dopo, quando la Senette ha realizzato di non essersi fatta niente e ha visto i suoi figli completamente illesi. Il camper era lì, fermo, e in quei momenti la giornalista ha realizzato di aver ricevuto un grande dono, qualcosa che ha rafforzato il suo credo e la possibilità che i miracoli avvengano davvero:

Fermo, fermo, come perfettamente parcheggiato con una manovra d’autore. Fermo, come morto dopo una lotta spossante nella quale ha perso. Fermo, lì in sicurezza. Senza aver toccato nulla,
senza aver sfiorato un altro veicolo ( autostrada piena, ore 19), senza che un altro veicolo ci centrasse, senza aver causato tamponamenti, senza un solo segno alla carrozzeria, senza un graffio a noi  tre, in lacrime, legati, increduli, illesi, vivi.

Cosa ho provato, sentito, le urla dei miei figli, quello che ho immaginato, previsto, temuto in quei 250 metri di carambole folli a 5 km da Forlì non riesco a dirlo, ma so che potrete immaginarlo. Poi solo abbracci, lacrime e la testa che non ci crede, gli autisti dietro di me che non ci credono, la polizia che legge i solchi sull’asfalto che non ci crede, il mio gnocco lontano, al telefono che non può crederci. Ma il cuore ci crede e lo sa e io adesso lo so, e io credo nei miracoli.

. {forse non é una foto da IG, forse … ma voi mi seguite e mi scrivete e mi volete un poco di bene – dopo ieri lo so- perché sono vera e non mi preoccupo troppo dell’apparenza, quindi rispondo così al vostri 327 messaggi di sostegno e paura, e affetto e preoccupazione} . . ero con i miei due figli in camper, il nostro camper, revisionato perfetto e di soli 5anni, comprato per Tommy, per viaggiare con lui piccino …. guidavo e cantavamo Nera-come- la- tua-schiena, in seconda corsia, A14, 120km all’ora di serena felicità, quella di chi sta raggiungendo papà per un atipico inizio di vacanze . il caldo, il traffico, le bottiglie d’acqua, la musica E POI . . B U U U U U M ! . uno schianto, uno scoppio, una bomba, la mia ruota destra posteriore esplode in mille pezzi e il camper che impazzisce sotto di noi, fra le mie mani e si sbatte a sinistra ( ma non tocca il cemento che separa la carreggiata) e poi si lancia furioso e violento come un animale feroce a destra ( ma non sfiora il guardrail) per risbattersi selvaggiamente verso sinistra ( sempre senza arrivare al cemento) e girarsi finalmente testa coda per fermarsi contromano in corsia d’emergenza a 40 cm dalla protezione stradale. . fermo . fermo come perfettamente parcheggiato con una manovra d’autore . fermo, come morto dopo una lotta spossante nella quale ha perso . fermo li in sicurezza . . SENZA aver toccato nulla, senza aver sfiorato un altro veicolo ( autostrada piena, ore 19), senza che un altro veicolo ci centrasse, senza aver causato tamponamenti, senza un solo segno alla carrozzeria, senza un graffio a noi tre, in lacrime, legati, increduli, illesi, vivi . . . cosa ho provato, sentito, le urla dei miei figli, quello che ho immaginato, previsto, temuto in quei 250 metri di carambole folli a 5 km da Forlì non riesco a dirlo, ma so che potrete immaginarlo. . poi solo abbracci, lacrime e la testa che non ci crede, gli autisti dietro di me che non ci credono, la polizia che legge i solchi sull’asfalto che non ci crede, il mio gnocco lontano, al telefono che non può crederci . ma il cuore ci crede e lo sa . e io adesso lo so e io credo nei miracoli . #grazie

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