Gabriel Garko si racconta in un'intervista fiume a "Chi". Sulle pagine del prossimo numero del settimanale diretto da Alfonso Signorini, il lungo sfogo dell'attore che parla a tutto tondo dell'Ares-gate, del suo coming out fino allo scandalo della Petrol-Mafia: "Ci riempite le pagine dei giornali con il mio nome, non è facile sopportare questa gogna mediatica. Ora vi racconto tutta la mia verità". 

Le parole di Gabriel Garko sull'Ares-Gate

Gabriel Garko fa riferimento all'Ares-Gate quando parla di gogna mediatica. Tutto lo scandalo sulla presunta setta che ruota attorno al produttore Alberto Tarallo e al suicidio di Teodosio Losito (ex compagno di Tarallo), scoppiato dopo un’intercettazione con Ana Bettz, al secolo Anna Bettozzi, arrestata con l’accusa di aver riciclato denaro, attraverso sue società, per conto della famiglia di camorra dei Casalesi e di frode fiscale. Gabriel Garko è stato ascoltato dalla Procura di Roma come persona informata sui fatti nell'ambito delle indagini legate al suicidio di Teodosio Losito.

Sono giorni che lavoro incessantemente, che mio papà non sta molto bene e che il mio nome riempie le pagine dei giornali. Ciononostante sono sereno, ma non nascondo che non è facile sopportare questa gogna mediatica. Ho detto a chi di dovere tutta la verità. Non ho altro da aggiungere e spero che presto, nel bene o nel male, si faccia luce su questa brutta vicenda. È assurdo che la vita mi riporti, in continuazione, al passato quando io ho solamente voglia di guardare avanti.

Proprio in riferimento ad Anna Bettz, accusata di legami con le organizzazioni camorristiche per il contrabbando dei carburanti, Gabriel Garko ha dichiarato: "La signora e io ci siamo conosciuti per motivi professionali qualche anno fa. Avrei dovuto girare uno spot pubblicitario che, alla fine, non è mai stato realizzato perché il progetto non mi convinceva. Non c'erano presupposti perché mi accorgessi delle sue frequentazioni e se mai me ne fossi accorto, avrei interrotto ancor prima ogni contatto".

Gabriel Garko e il coming-out, le accuse a Massimo Giletti

Poi si fa riferimento al coming out dell'attore inserito nell'ambito del Grande Fratello Vip. In quei giorni, Non è L'Arena di Massimo Giletti inserì l'avvenimento come uno dei tanti di un periodo non fortunato.

Mi ha lasciato sgomento perché in un periodo come questo, dove si discute ogni giorno del ddl Zan contro l’omotransfobia, le parole fanno la differenza. Il mio coming out ha solo migliorato la mia vita. Il giorno dopo avevo paura a uscire di casa. Mi sentivo nudo. Invece sono stato accolto da un calore mai avvertito prima. C’è gente che ancora oggi mi ringrazia di averle dato la forza e il coraggio di replicare il mio percorso e altra che, da quel momento, mi apprezza ancora di più.

Poi ancora ammonisce: "Non si scherza con la vita delle persone. Ma oramai ci sto facendo il callo: negli anni mi hanno dato dell’attore di serie B, della “mignotta”, del rifatto, del gay per convenienza. È assodato che il mio personaggio venga sempre visto in un altro modo e me ne accorgo ogni qual volta incontro qualcuno. È oramai un classico la frase: “Ti facevo diverso”".