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Grande gioia per Giuliano Sangiorgi, è nata la prima figlia Stella: “Benvenuta amore mio”

Nella notte tra il 2 e il 3 novembre è nata la prima figlia del cantante dei Negramaro, avuta con la compagna Ilaria Macchia. A darne notizia i profili social della band e dello stesso artista, che saluta l’arrivo di Stella con un messaggio carico d’amore. Per Sangiorgi e tutta la band una lieta notizia dopo le settimane difficili vissute per il malore improvviso a Lele Spedicato, che oggi è fuori pericolo.
A cura di Andrea Parrella
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Giuliano Sangiorgi e la compagna Ilaria Macchia sono diventati genitori. La scorsa notte, a Roma, è nata Stella, prima figlia del frontman dei Negramaro. L'annuncio è arrivato direttamente dai profili social della band, attraverso i quali è stata data notizia in modo sintetico, ai quali ha fatto eco quello pubblicato dallo stesso cantante: "È nata Stella Sangiorgi. Roma ore 2.35. 3 novembre 2018. Benvenuta amore mio!".

È nata Stella Sangiorgi Roma ore 2.35 3 novembre 2018 Benvenuta amore mio! ⭐️ @i.lariamacchia

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Una bella notizia dopo alcune settimane difficili, in cui i componenti dei Negramaro e tutte le persone vicine hanno dovuto affrontare l'improvviso malore di Lele Spedicato, chitarrista della band che circa un mese fa è stato trasportato in rianimazione a causa di una emorragia cerebrale. Per fortuna le sue condizioni, stando a quanto riportato dalle fonti mediche, sono in netto miglioramento e Spedicato è tornato a casa .

Per Sangiorgi è la prima volta da papà

Per Giuliano Sangiorgi, classe 1979, si tratta della prima avventura paterna. L'artista aveva pubblicato alcuni mesi fa una lettera, attraverso le colonne del Corriere della Sera, rivolgendosi direttamente alla figlia che sarebbe nata e raccontando come fosse venuto a conoscenza del fatto che sarebbe diventato padre, notizia che naturalmente gli ha dato la sua compagna:

Me lo ha detto per come temevo sarebbe successo a noi, conducendo da sempre una vita in continuo movimento verso qualche posto: al telefono, mentre scendevo da un aereo qualsiasi a Londra, impietrito, davanti a una scala mobile, con le valigie in mano e con il cuore in gola. «Diventi padre, amore! Aspettiamo un figlio, sarà divertente!!!». E io che non ci ho capito niente le ho chiesto di ripetere L-E-N-T-A-M-E-N-T-E perché proprio non avevo sentito la parte in cui mi diceva che aspettavamo un bambino… proprio no! «Scusa Ila, hai detto padre, figlio nella stessa frase e ti rivolgevi a me?! forse hai detto altro, tipo “che bello mio padre, tu sei il figlio di tuo padre, hai detto sono incinta!?”. Le valigie giù per il pavimento, la bocca spalancata sul soffitto, gli occhi sgranati verso annunci di partenze o arrivi in città che proprio non erano di questo pianeta… o almeno io non le avevo mai viste prima. Ci provavo a mettere le lettere insieme e a dare un nome a quelle mete ma proprio non ci riuscivo. Formavano solo frasi sconnesse tra loro e ogni tanto leggevo P- A – D – R – E incastrato qua e là tra parole amene. Il cuore era salito su, fino a togliermi il respiro, come per invadere il cervello e quello, intanto, era entrato in protezione, pure lui. Dava attenzione a tutt’altro che a quella voce amorevole.

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