Fabrizio Corona racconta un flirt clamoroso, quello che sarebbe potuto nascere con una diva del cinema internazionale: Monica Bellucci. L’ex re dei paparazzi confessa al settimanale Chi di avere conosciuto l’ex moglie di Vincent Cassel quando era poco più che maggiorenne. Si dice certo che la chimica tra loro avrebbe potuto portare alla nascita di qualcosa di importante, che si sarebbe concretizzato se solo fosse riuscito a non farsi prendere dall’ansia da prestazione:

Ero poco più che maggiorenne quando conobbi Monica Bellucci. Mio padre lavorava per la Rai e faceva un programma che si chiamava Italians. Arriva lei, bella, bellissima. Ricordo tutte le sensazioni di quel momento. Chiacchieriamo un po’, c’era complicità tra noi. Però ero un ragazzino e non ho avuto la forza di portare avanti quel flirt che era iniziato. Ci saremmo fidanzati. Con lei avevo percepito quelle sensazioni poi ritrovate con Belén e, oggi, con Silvia.

Il sesso in carcere

Corona torna agli anni trascorsi in carcere, ai medicinali assunti contro la sua volontà che avrebbero spento la sua propensione al sesso fino a rendere indispensabile ricorrere a un sostegno chimico per poter riprendere la normale attività sessuale di un tempo. “Per i primi tre mesi in carcere l’istinto sessuale, che poi risveglia un po’ tutto, svanisce a causa dei farmaci che ti somministrano per rincoglionirti e farti passare le giornate. Poi a un certo punto ti devi svegliare” racconta, e aggiunge:

Hai due possibilità: o diventi un animale e approfitti di un detenuto gay, o pensi alla tua compagna e provi a capire se là sotto funziona tutto (…) Masturbarsi in carcere significa prima di tutto pianificare un sistema per farlo. Ma prima devi sentire pronto a “sentire” nuovamente sensazioni spente. L’uomo perde la sua dignità, i farmaci smorzano tutto. Io ho reagito. Ma con tutte le donne stupende con cui sono stato, avrei potuto regalarmi piacere per i prossimi vent’anni!

Il matrimonio con Silvia Provvedi

Fabrizio racconta la sua vita senza filtri, com’è nel suo stile: “Non ho mai nascosto di far uso dell’“aiutino”. Molti pensano che sia un gioco per strappare risate, in realtà non è così. Anteriormente alla prima carcerazione la mia attività sessuale era regolare. In carcere, però, hanno iniziato a drogarmi con degli psicofarmaci che ammazzano il desiderio. Totalmente. Per questo quando esci e hai voglia di spaccare il mondo, anche e soprattutto sessualmente, il primo pensiero vola alla “pillola magica”. Io ne faccio uso, lo faccio per me, ma anche per la mia compagna. Duro due orette piene. Non male. Questo lo trovo romantico”. E sul matrimonio con Silvia Provvedi conclude: “Sul matrimonio sono d’accordo. Silvia sa già che, se tutto andrà bene, il prossimo anno vorrei sposarla”.