Jussie Smollet, l'attore statunitense di Empire è stato arrestato per aver inscenato una aggressione omofoba e razzista nei suoi confronti. A gennaio il divo ha dichiarato essere stato vittima di un feroce attacco da parte di due uomini, che lo hanno picchiato rivolgendogli degli insulti inerenti alla sua omosessualità. Lo scontro sarebbe avvenuto a Chicago, davanti ad un negozio di alimentari.

I dubbi sulla versione di Smollett

Negli ultimi tempi però, i rumor su una presunta non veridicità della sua versione sono diventati sempre più insistenti, tant'è che l'attore è stato incriminato con l'accusa di aver presentato alla Polizia un falso resoconto dei fatti. Stando a quanto riportato dal New York Times, sin dall'inizio delle indagini, gli investigatori hanno nutrito dubbi sulla testimonianza di Smollett in quanto non esisterebbe alcuna testimonianza che provi l'accaduto. Nemmeno dalle telecamere di sorveglianza sarebbe emerso nulla.

La verità degli aggressori

Le autorità dopo aver individuato l'identità dei presunti aggressori hanno ritenuto opportuno rilasciarli in seguito a quelle che il portavoce della polizia Anthony Guglielmi ha definito "nuove evidenze". Pare infatti che i due nigeriani, abbiano riferito agli agenti di essere stati pagati  da Smollett per architettare la messinscena dell'aggressione. L'attore statunitense in queste ore si trova in custodia cautelare nel carcere di Chicago e rischia una pena fino a tre anni di carcere per l'accusa di farla testimonianza alla polizia. In un primo momento Smollett, attraverso una nota diramata dal suo portavoce, ha preso le distanze dalle accuse. Oggi, secondo fonti estere, sarebbe stato lui stesso a costituirsi agli inquirenti.