L’attrice Giuliana De Sio si sfoga su Facebook denunciando che, proprio mentre lei veniva ricoverata in un ospedale a Roma rischiando di morire

L’indignazione dei vip corre sul web. A pochi giorni dallo sfogo di Giusy Ferreri che ha rivelato di essere stata abbandonata dal suo staff a seguito di un ricovero piuttosto importante, anche la bravissima attrice Giuliana De Sio si rende protagonista dello stesso tipo di sfogo, un drammatico racconto delle ore in cui ha rischiato di morire.

Dovrebbero vergognarsi per come mi hanno trattato.

Giuliana De Sio

Anche la donna, per raccontare ai suoi fan quanto accaduto, ha scelto di postare un messaggio sul suo profilo Facebook, integrando quanto raccontato all’inizio con una lunga intervista nella quale spiega con precisione che cosa le è accaduto e per quale motivo, dopo il suo allarmante ricovero, i produttori della piece teatrale La lampadina galleggiante di Woody Allen in cui lei era impegnata nel ruolo di protagonista, hanno deciso di sostituirla. La sua personale tragedia emerge solo oggi, sebbene sia iniziata lo scorso 15 novembre, ma le sue condizioni di salute le hanno permesso di raccontare quanto accaduto solo una volta scongiurato il pericolo di morire. Sul profilo Facebook dell’attrice, proprio nelle ultime ore, è comparso il seguente messaggio:

Signore e signori sono ricoverata in un grande policlinico di Roma dopo aver trascorso ore a dir poco drammatiche. Non ho la dovuta serenità per raccontare ciò che è successo ma la nostra relazione semivirtuale ha rischiato di interrompersi per sempre così come tutto il resto. Ho ritenuto opportuno dirlo per tutti quelli che mi hanno cercato con messaggi pieni di apprensione e affetto. Scrivere mi stanca, tutto mi stanca, spero presto di avere più energia per tutti voi. Un bacio a tutti e buon anno.

In teatro hanno deciso di sostituirla

Nel primo messaggio, Giuliana non fa menzione della delusione subita a causa della decisione di sostituirla. Solo dopo, incalzata dalle domande dei giornalisti, si è decisa a raccontare la storia per intero, ancora incredula di fronte al fatto che il produttore Orazio Torrisi avesse deciso di andare comunque in scena nonostante la sua preoccupante assenza che, almeno nelle prime ore, aveva lasciato temere il peggio:

Oggi i medici mi hanno garantito che sono fuori pericolo. Ma invece di essere contenta sono fuori di me. E’ cominciato tutto una sera a Crotone quando in scena, mi viene l’affanno, faccio fatica a respirare. Mi portano in ospedale a Lamezia: pleurite con doppia polmonite. Mi dimettono. Il 31 dicembre però la mia gamba sinistra si gonfia a dismisura, diventa blu, non la posso muovere. Alle 3 di mattina mi ricovero. Un embolo: camera di rianimazione, eparina, braccia come un colabrodo. Io che finalmente ce la faccio, io che tra due o tre mesi tornerò in piedi, dicono. Poi il colpo di grazia. La prima teatrale, ovviamente, viene cancellata non posso andare in scena attaccata alla bombola dell’ossigeno. Ma invece di rimandare lo spettacolo in quattro e quattr’otto sono stata fatta fuori.

Da qui, l’amarezza legata all’essere stata sostituita, fatta fuori come lei stessa dice perché nessuno ha voluto rimandare uno spettacolo del quale, per mesi, era stata la stessa De Sio a occuparsi:

Quel testo l’ho scelto tra altri mille, me ne sono innamorata. Ho trattato i diritti con l’avvocato di Allen, mi sono occupata del cast, ho provinato attori con e senza regista. Ho provato con la febbre a 39, piegata in due dall’artrite, mai però ho dato a vedere in quale stato di salute fossi e nessuno se ne è accorto. Certo, dopo quello che ho subìto non posso alzarmi come Lazzaro e volare in palcoscenico. Così ho chiesto al produttore Orazio Torrisi di rinviare la commedia al prossimo anno. Gli attori li ho scelti io, uno per uno, con grande amore. Quanto al signor Torrisi, umanamente ed eticamente. Non lo sa che ho dato due anni della mia vita per questa commedia? Non ha visto le condizioni in cui sono comunque andata in scena? Non ha nemmeno avuto il coraggio di dirmi che mi avrebbe sostituito. Dopo il primo ricovero si è solo premurato di inviarmi lettere di minaccia: o torni in scena entro dieci giorni o non lavorerai mai più. Poi è sparito. E’ stato Enrico Lucherini, pensando che io sapessi, a ribadire che lo spettacolo sarebbe andato in scena con Mariangela D’Abbraccio. Vergogna. Vergogna per chi prende il mio ruolo. Vergogna per Torrisi. Vergogna per la compagnia che non mi ha fatto nemmeno una telefonata per sapere come sto e pensa solo a sbarcare il lunario. Vergogna per il regista che durante le prove poco si è visto perché aveva altre tre pièce da allestire contemporaneamente.