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Le Iene, D’Alessio e Tatangelo, tutti a processo per diffamazione

Per Filippo Roma e le star arriva l’accusa per diffamazione: avrebbero messo in dubbio in un servizio de “Le Iene” la veridicità degli articoli dei giornali della Cairo Editore, “Nuovo” e “Diva e Donna”.
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Arriva l'accusa per diffamazione dopo aver messo in dubbio in un servizio de "Le Iene" la veridicità degli articoli dei giornali della Cairo Editore, "Nuovo" e "Diva e Donna".

È il 27 gennaio 2013 quando "Le Iene" mandano in onda un servizio di Filippo Roma dove Elenoire Casalegno, Gigi D'Alessio, Vanessa Incontrada, Anna Tatangelo e altri vip si sfogano e accusano il direttore di "Nuovo", Riccardo Signoretti, di aver pubblicato dichiarazioni mai rilasciate al giornale edito dalla Cairo Editore. La "iena" allora si rivolge proprio a Signoretti che risponde: "Tutte le nostre interviste sono registrate, i collaboratori sono invitati a registrate tutto".  Anche nei mesi successivi, la trasmissione di Italia 1 tiene i fili e i contatti con Signoretti per una storia che chiamerà "Le interviste fantasma". Oggi il gup milanese Sofia Fioretta manda a processo il direttore di Italia 1, Luca Tiraboschi, l'autore e regista de "Le Iene", Davide Parenti, il giornalista Filippo Roma e le showgirl Elenoire Casalegno, Vanessa Incontrada e Gigi D'Alessio e Anna Tatangelo, tutti per diffamazione.

Le registrazioni di "Nuovo" e "Diva e Donna". L'accusa riguarda proprio quella puntata dove si sarebbe messa in dubbio la veridicità di una serie di servizi pubblicato su "Nuovo" e su "Diva e Donna", i due settimanali editi dalla casa del presidente del Torino, Urbano Cairo. Le star accusate di diffamazione, alle domande di Filippo Roma, avrebbero negato le indiscrezioni dei due settimanali, parlando di interviste completamente inventate. Ma esistono delle registrazioni delle loro dichiarazioni negli archivi dei due periodici, che adesso fanno parte del fascicolo del procedimento.

Secondo gli inquirenti, la iena Filippo Roma per riuscire ad ottenere un'intervista con il direttore della rivista "Nuovo", Riccardo Signoretti, si sarebbe spacciato per la signorina Greta Coccini, inesistente nelle indagini del pm Gaetano Ruta. Pertanto, il giornalista dovrà rispondere anche di sostituzione di persona. Questa volta "Le Iene" non portano bene, portano guai. Giudiziari.

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