Nei giorni scorsi, il pubblico ministero Stefano Morelli ha accusato Daniele Pulcini di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e atti vessatori nei confronti di Claudia Montanarini, chiedendo per lui quattro anni di reclusione.

Oggi il giudice monocratico Anna Maria Pazienza ha emesso il suo verdetto. Daniele Pulcini è stato condannato ad un anno e quattro mesi di reclusione – pena sospesa. Le accuse sono: lesioni, ingiurie e minacce rivolte alla moglie Claudia Montanarini. Il costruttore è stato assolto, invece, dall'accusa di maltrattamenti. È stata, anche, revocata la misura del divieto di avvicinarsi alla loro casa. Daniele Pulcini, al quale sono state concesse le attenuanti generiche, ha commentato:

"Accetto serenamente la sentenza ma di sicuro non la condivido."

L'avvocato difensore dell'uomo, Tito Lucrezio Milella, ha dichiarato che si riserva di ricorrere in appello, ma è soddisfatto del fatto che le accuse infamanti siano cadute:

"Leggeremo le motivazioni per decidere se ricorrere in appello. Di certo le accuse infamanti mosse al mio assistito sono cadute: lui non è un mostro, tanto è vero che i tre figli vivono con il padre, compreso il ragazzo più grande che all'inizio si riteneva fosse stato vittima anche lui di presunti maltrattamenti. Nel processo è emerso che la Montanarini lo ha accoltellato e gli ha distrutto la Ferrari in preda alla gelosia perché lui non era convinto di volerla sposare. Lei adesso è anche indagata per calunnia in un altro procedimento".

In un'intervista rilasciata poco tempo fa a Repubblica.it, Daniele Pulcini aveva dichiarato:

"Non penso di essere stato un marito perfetto. Però non ho mai messo le mani addosso a mia moglie. Mai. Se è capitato, due volte in 14 anni, è stato per cercare di difendermi dalle sue percosse. Claudia ha un carattere difficile. È una donna sanguigna. Nel bene e nel male."

La situazione di Claudia Montanarini – L'ex tronista di "Uomini e Donne", il mese scorso è finita agli arresti domiciliari, nell'ambito di un altro procedimento, per corruzione e stalking nei confronti di una donna, che riteneva essere la nuova compagna di suo marito.