Lino Banfi è un punto di riferimento per la commedia nazional-popolare. Il "Nonno d'Italia" ha concesso una lunga e interessante intervista a "I Lunatici", il programma in onda su Rai Radio 2 in cui ha parlato del suo Natale trascorso in famiglia tra risate e buona tavola. Al secolo Pasquale Zagaria, 82 anni nato ad Andria, l'attore ha rivelato di essersi concesso l'abbuffata giusto alla sera della vigilia.

Le parole di Lino Banfi

Lino Banfi ha mangiato frutti di mare, ma non si è concesso la classica tre giorni di abbuffata, limitandosi a un bel cenone della Vigilia. Non solo cibo e festeggiamenti anche tanti aneddoti legati al Natale e alla sua famiglia, Su tutti, anche uno molto interessante: Lino Banfi avrebbe dovuto farsi prete.

Noi festeggiamo la vigilia, ci abbuffiamo di frutti di mare, ogni tanto abbiamo crisi d'astinenza da cozze pelose. In casa nostra si festeggia il 24 sera, il 25 è quasi una giornata di relax, si fa un brodino per digerire l'abbuffata della serata precedente.Parlo sempre poco dell'infanzia e dell'adolescenza perché non le ho avute. Nell'infanzia c'era la guerra, ero con i miei genitori in campagna per paura delle bombe. Poi, sono andato in seminario, sarei dovuto diventare prete. Ad un certo punto mi cacciarono via perché ero impertinente, mi arrampicavo sul cornicione per spiare le suore di clausura che alloggiavano nel convento vicino. Mi mandarono via. Non avendo avuto infanzia e adolescenza, ho pochi ricordi di Natale

L'aneddoto dell'angelo di Napoli

Gli inizi di Lino Banfi non sono stati semplici. In paese partecipava spesso alle feste musicali, così a diciott'anni decise di emigrare a Milano e provare l'avventura del varietà. Si trovava a Napoli, da attore disoccupato, trascorse così la sua Vigilia:

Avevo 18 anni, nel 1954. A Napoli. Era il 24 e stavo senza una lira. Ad un certo punto passò un signore, Ciro, che faceva il posteggiatore abusivo. Mi invitò a casa sua, mi disse che dove mangiano in nove mangiano anche in dieci. Aveva otto figli. Mangiammo e bevemmo tantissimo. Mi fece dormire a casa sua. La mattina mi diede anche mille lire per prendere il treno. Sono tornato dopo qualche anno dopo a Napoli per cercarlo, ringraziarlo e dargli un regalo. Però, non l'ho più trovato. Nessuno sembrava conoscerlo e averlo mai visto. Un giorno, un mio amico cardinale mi chiese come mai continuassi a cercare questo Ciro a Napoli. Mi disse che non l'avrei trovato mai, perché quel Ciro era un angelo che scelse di salvarmi quella notte.

Dopo quella Vigilia "povera", Lino Banfi inanellerà una serie di successi professionali che lo porteranno sui principali palcoscenici d'Italia, recitando con i migliori e distinguendosi in televisione e poi al cinema fino a diventare la stella assoluta che è oggi.