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18 Novembre 2015
19:05

Loredana Bertè: “Mio padre si masturbava guardando Mimì, io fingevo di dormire”

È una confessione sconvolgente quella che fa Loredana Bertè a proposito del rapporto tra il padre e la sorella Mia Martini: “Quando mamma non gliela dava, veniva in camera di noi bambine a masturbarsi guardando Mimì”.
A cura di Stefania Rocco
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Era accaduto più volte, in passato, che Loredana Bertè si scagliasse contro il padre. Lo scorso anno gli aveva dato del violento, per poi aggiungere che attendeva di vederlo morire per sperare di potersi liberare della sua presenza. Quelle parole tanto dure provocarono la risposta dell’uomo, che descrisse Loredana come la più ingestibile tra i suoi figli. A Vanity Fair, nel corso di un’intervista dolorosa e molto lunga, la Bertè fa una rivelazione sconvolgente. L’odio che nutre nei confronti dell’uomo che l’ha generata sarebbe legato al rapporto di lui con la sorella Mia Martini:

Nostro padre era un violento che massacrava di botte nostra madre, anche quando era incinta; uno che ha buttato mia sorella dal balcone per un brutto voto a scuola, e che, quando mamma non gliela dava, veniva in camera di noi bambine a masturbarsi guardando Mimì. Lei lo sentiva arrivare e mi diceva: “Chiudi gli occhi, fai finta di dormire”. Io guardavo attraverso le ciglia e vedevo una cosa che non capivo: cosa facesse quest’uomo fermo ai piedi del mio letto, girato verso mia sorella. Mimì mi ha spiegato tutto dopo molto tempo. Adesso aspetto solo che quello stronzo muoia per prendere le ceneri di Mimì e spargerle nel mare di Bagnara Calabra.

La Bertè: "Quando mia sorella è morta, ho smesso di amarmi"

Loredana racconta anche che, dopo la morte di Mia Martini, avrebbe smesso di amarsi:

Per Mimì l’infanzia era un buco nero: non ricordava niente. Io invece tutto. Dalla morte di mia sorella non mi sono mai ripresa. Non è vero che il tempo cancella: è sempre ieri. Lei prima di morire mi ha telefonato e io non ho risposto. Poco prima aveva anche insistito per regalarmi un cellulare “così ti trovo”, diceva, ma io non l’ho voluto. Mi sono punita per questi errori che avrebbero potuto salvarle la vita… Mi sono chiesta: quali sono le cose che mi piacciono di più? Viaggiare e amare. Ho smesso di fare entrambe. Ho smesso di amare anche me stessa, e non ho più ricominciato. Per tre anni sono rimasta in casa a guardare il soffitto.

Loredana ha ripercorso tutta la sua vita in un’autobiografia, scritta per raccontare la sua storia ma anche perché funzionasse da terapia: “È come se fossi andata dall’analista. Raccontare mi ha dato la stessa sensazione che provo a fine concerto: sono sfinita, ma mi sono sfogata”.

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