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25 Novembre 2021
11:00

Luca Tommassini: “Sono cresciuto a schiaffi e pugni, mio padre picchiava me e mia madre”

In un’intervista a Vanity Fair in occasione della giornata contro la violenza sulle donne, Luca Tommassini racconta le ferite della sua infanzia, quando il padre usava violenza con lui e con la madre.
A cura di Elisabetta Murina
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"Papà l'ha colpita con un calcio alle spalle, e lei è rimasta immobile. Era andata in coma". Luca Tommassini ha avuto un'infanzia difficile. Il padre usava violenza con lui e con la madre. In occasione della giornata contro la violenza sulle donne (25 novembre), il coreografo e regista racconta a Vanity Fair le ferite del suo passato e come queste l'abbiano profondamente cambiato.

"Sono cresciuto a schiaffi e pugni"

Luca Tommassini ha conosciuto il vero significato di violenza quando era solo un bambino. Il padre l'ha cresciuto "a schiaffi e pugni", maltrattandolo e ignorandolo. Ma il segno più profondo è stato vedere con i suoi occhi i comportamenti che lui aveva nei confronti della madre: "Quello che ho patito di più è stata la violenza sulla mia mamma. Ho assistito agli abusi per ogni singolo giorno, per diversi anni, prima di cominciare a reagire". Addirittura, in un'occasione, il padre ha colpito sua madre talmente forte da farla finire in ospedale, sempre con lui presente: "Papà l'ha colpita con calcio alle spalle, e lei è rimasta immobile. Era andata in coma. Mi sono trovato in ospedale solo con lei, perché anche i parenti ci urlavano addosso che non poteva essere vero, che la mamma non era stata colpita, ma era caduta". 

L'allontanamento del padre e la nuova vita di Luca Tommassini

Il padre di Luca Tommassini se ne è andato di casa quando lui aveva 11 anni. Poco più che ragazzino, ha cercato di voltare pagina insieme alla madre, con cui fin dall'inizio ha combattuto questa battaglia: "Lei prima non lavorava, ha cominciato a fare pulizie nelle case. Io ho iniziato a lavorare nello spettacolo, a fare pubblicità, a comparire nei film. A 16 anni ho iniziato a lavorare professionalmente". Quegli anni hanno forgiato il suo carattere, lasciandogli ferite ancora aperte e insicurezze che ancora lo accompagnano: "Sono ancora molto insicuro, e mi succede, come allora, di avere attacchi di panico". Dopo tutto quello che ha passato, oggi ha deciso di battersi contro la violenza sulle donne al fianco dell'associazione Pangea Onlus. 

L'ultimo incontro con il padre

Anche se sono trascorsi ormai diversi anni, Luca Tommassini ammette di non aver mai perdonato il padre per tutto il male che ha fatto a lui e a sua madre. Tuttavia, non è riuscito ad affrontare con lui questo discorso durante il loro ultimo incontro negli Stati Uniti, prima che morisse a causa di un infarto: "Poco tempo prima che morisse d'infarto, in macchina, mi disse che gli dispiaceva per quello che aveva fatto a me e alla mamma. Non ho risposto. E, quando è morto, questa cosa mi è rimasta lì. Forse avrei voluto affrontare il discorso, renderlo consapevole che ci aveva fatto molto più male di quanto pensava, perché non credo che lui non l’abbia mai capito". 

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