Più volte Mara Venier ha raccontato pubblicamente il dolore provato per la morte della madre, avvenuta qualche anni fa per Alzheimer. La conduttrice ha parlato più volte della difficoltà patita nel superare un lutto che l'ha portata più volte sull'orlo di un cedimento psicoemotivo. Nell'ultima intervista rilasciata a "Diva e Donna", Mara Venier è tornata a parlare di quel periodo, raccontando un aneddoto che restituisce con chiarezza ulteriore il suo stato d'animo di allora. Si tratta di quello che fece nel momento in cui il medico le riferì che sua madre aveva smesso di respirare:

L’ho preso per il camice, ho cominciato a picchiarlo e a urlare: “Adesso tu mi devi fare una puntura”. Non potevo lasciarla andare via da sola, dovevo andare con lei.

E l'accettazione fu altrettanto complessa e ardua nei mesi successivi: “Nessuno ti può aiutare. I medici mi hanno riempita di farmaci. Li ho buttati via. Preferivo essere cosciente e affrontare il dolore che starmene lì imbambolata”.

Come detto non si tratta della prima volta in cui la conduttrice di Domenica In ha scelto di aprirsi e raccontare quei mesi di dolore, dovuto evidentemente a un rapporto con la madre rimasto strettissimo sino all'ultimo momento: "Credo di essere stata una figlia fantastica per mia madre, – aveva detto – fino alla fine. Forse sono fiera solo di questo, nella mia vita. Un giorno, è stata dura quando non mi ha riconosciuto e mi ha detto "Buongiorno signora". Comunicavo con mamma cantando delle canzoni napoletane, che ora non riesco più a sentire. Se n'è andata a 90 anni, ma quando si tratta di una mamma l'età non conta. Ho pensato che anche la mia vita fosse finita, volevo andare dov'era andata lei. Non riesco a vedere ancora oggi la foto di mia madre, sto troppo male. Era il senso vero della mia vita. Voglio ringraziare la signora di Amatrice, che con il suo racconto stasera, mi ha dato tanta forza".