Morgan denuncia la precarietà della sua condizione abitativa, una situazione che sta condividendo con la compagna Alessandra Cataldo, al quinto mese di gravidanza. In un post pubblicato sul suo profilo Instagram, l’artista denuncia di essere stato sfrattato dalla sua casa di Monza benché la compagna fosse incinta. Sostiene che il tribunale non abbia ascoltato nessuna delle sue ragioni:

A Monza il tribunale ha sfrattato una donna incinta. Io e la mia compagna convivevamo da cinque anni nella casa di Monza l’unica casa che possedevo e mi ero comprato pagandola quasi un milione di euro in quindici anni di lavoro. Era il mio studio di registrazione e ho allevato la mia prima figlia Anna Lou infatti la casa aveva la cameretta della bambina, lo scivolo e l’altalena in giardino e centinaia di giocattoli e di accessori per l’infanzia che avevo conservato. Ho cercato di far valere le mie ragioni di cittadino che vive nella sua prima ed unica casa, ho cercato di far valere quelle di artigiano che lavora nel suo laboratorio, non gliene è importato un fico secco di queste ragioni che già sarebbero bastate, ho cercato di far capire che la casa aveva un valore ed un contenuto artistico, e sono intervenuti politici e ministri dandomi ragione, ma niente, lo schiacciasassi del tribunale ne ha fatto carta igienica di qualsiasi ragionevole opposizione formale, abbiamo impugnato il codice civile dove è scritto chiaramente che un bene immobile non può essere svenduto al terzo del suo valore se lo scopo è quello di risanare un debito.

Il debito di Morgan non sarebbe estinto

Il post prosegue e Morgan denuncia che la sua casa sarebbe stata svenduta al punto tale che nemmeno la vendita sarebbe bastata a estinguere il suo debito: “La casa vale tot, io devo tot allo Stato, lo Stato se la piglia ma le dà il suo valore, giusto? Così io pago il debito con la casa, giusto? No. Casa venduta a prezzo ridicolo e debito c’è ancora. Anche questa ragione, supportata da leggi e commi del codice, è sembrata spazzatura al giudice. (Da qui nasce il sospetto che ci sia sotto qualcosa di losco intorno alle aste con giudici corrotti)”. E accusa l’uomo che l’ha acquistata di averlo fatto per ragioni personali:

Abbiamo infine cercato di ricomprarla dall’avvoltoio che se l’era aggiudicata e abbiamo scoperto che è uno squilibrato, ha delle ragioni perverse dettate da mitomania e altre questioni di ordine personale nei miei riguardi (pare una sorta di vendetta per fatti accaduti anni fa che io non ricordo ma che pare lui si sia legato al dito). Anche questi agli occhi della “legge” è sembrato di nessun interesse.

Dove vivono Morgan e la compagna Alessandra

L’invettiva di Morgan si conclude con il musicista che denuncia di stare vivendo in condizioni precarie, privo della serenità che la sua casa gli aveva garantito e che avrebbe consentito ad Alessandra di vivere diversamente la sua gravidanza: “Ma il top arriva quando abbiamo comunicato che la mia compagna era incinta. Anche di questo se ne sono totalmente fregati e ora che la notizia è di dominio pubblico posso dirlo tranquillamente”. Doloroso per l’artista sapere di non poter garantire un tetto stabile alla sua compagna:

È incinta di 5 mesi e cambiamo casa ogni due o tre settimane oppure stiamo in albergo senza tranquillità, senza comfort, senza le nostre cose, senza serenità con grandi fatiche, con grandi preoccupazioni e quella dove stiamo adesso è al quinto piano di un palazzo senza ascensore. Al quinto mese di gravidanza è atroce e fa molto incazzare vedere una ragazza che cosa deve subire, e non ha fatto nulla di male” Che cosa deve subire, rischiare di perdere un figlio? anche un’assassina ha il diritto di assistenza quando è in gravidanza tutt’e le donne ce lo hanno e perché la mia compagna e mia figlia che porta in grembo no? Non vi sembra una cosa ignobile, inaccettabile? Complimenti tribunale, complimenti giudice, complimenti Italia! È la legge! È la legge! Parapa’ parapa’ parapa’. Morgan

A Monza il Tribunale ha sfrattato una donna incinta. Io e la mia compagna convivevamo da cinque anni nella casa di Monza, l’unica casa che possedevo e mi ero comprato pagandola quasi un milione di euro in quindici anni di lavoro. Era il mio studio di registrazione e ho allevato la mia prima figlia Anna Lou. Infatti la casa aveva la cameretta della bambina, lo scivolo e l’altalena in giardino e centinaia di giocattoli e di accessori per l’infanzia che avevo conservato. Ho cercato di far valere le mie ragioni di cittadino che vive nella sua prima ed unica casa, ho cercato di far valere quelle di artigiano che lavora nel suo laboratorio, non gliene è importato un fico secco di queste ragioni che già sarebbero bastate. Ho cercato di far capire che la casa aveva un valore ed un contenuto artistico, e sono intervenuti politici e ministri dandomi ragione, ma niente, lo schiacciasassi del tribunale ha fatto carta igienica di qualsiasi ragionevole opposizione formale, abbiamo impugnato il codice civile dove è scritto chiaramente che un bene immobile non può essere svenduto al terzo del suo valore se lo scopo è quello di risanare un debito. La casa vale tot, io devo tot allo Stato, lo Stato se la piglia ma le dà il suo valore, giusto? Così io pago il debito con la casa, giusto? No. Casa venduta a prezzo ridicolo e debito c’è ancora. Anche questa ragione, supportata da leggi e commi del codice, è sembrata spazzatura al giudice. (Da qui nasce il sospetto che ci sia sotto qualcosa di losco intorno alle aste con giudici corrotti). Abbiamo infine cercato di ricomprarla dall’avvoltoio che se l’era aggiudicata e abbiamo scoperto che è uno squilibrato, ha delle ragioni perverse dettate da mitomania e altre questioni di ordine personale nei miei riguardi (pare una sorta di vendetta per fatti accaduti anni fa che io non ricordo ma che pare lui si sia legato al dito). Anche questo agli occhi della “legge” è sembrato di nessun interesse. Ma il top arriva quando abbiamo comunicato che la mia compagna era incinta. […] CONTINUA su morganofficial.it (link in bio)

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