Patrizia Mirigliani, figlia del compianto Enzo Mirigliani, storico patron del concorso di bellezza Miss Italia, è stata ospite della trasmissione radiofonica "L'Italia s'è desta", intervistata da Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti. Dalla vittoria di Mahmood, vincitore della 69esima edizione del Festival di Sanremo ad un'eredità importante presa in carico per amore del padre, ecco le dichiarazioni dell'organizzatrice della kermesse.

L'eredità di Miss Italia

Dopo la morte di Enzo Mirigliani, il celebre patron di Miss Italia, le redini del concorso di bellezza sono state prese dalla figlia Patrizia. Un compito arduo e pieno di responsabilità che la 61enne porta avanti da quasi 9 anni con la stessa passione e dedizione del padre:

È una grande compito, un grande onore e un grande onere. Ogni anno il concorso riguarda 20mila ragazze, è come se fosse un grande osservatorio sul mondo della bellezza, queste ragazze ci raccontano la vita di tutte le donne. Sono le ragazze della porta accanto di oggi che ci raccontano la vita di oggi. Hanno magari il papà che è disoccupato e cercano attraverso la bellezza di realizzarsi a livello professionale. La cosa strana del nostro Paese è che nel cinema di oggi c’è un po’ di provincialismo in questo senso, devi staccarti dal concetto della bellezza per dimostrare che sei brava. Un po’ di pregiudizi ci sono, ci sono quei 10 personaggi dell’intellighenzia che vogliono dimostrare qualcosa. Non ho una miss preferita, sono talmente diverse le miss che ognuna di loro ha un elemento che mi piace. Come diceva mio padre, la miss preferita è quella che verrà. Quando sono diventata patron della manifestazione nel 2003 ha vinto Francesca Chillemi, quello è stato un battesimo importante.

Le pressioni su Miss Italia

Nel corso dell'intervista la Mirigliani ha anche dichiarato di aver ricevuto pressioni sulla vittoria delle Miss, "sollecitazioni" puntualmente rifiutate: "Sono sicura che mio padre ne abbia ricevute parecchie. Io qualche velata l’ho ricevuta e rispedita al mittente in una maniera molto soft. L’importante è non accettare queste pressioni perché altrimenti non sei più libero e io voglio insegnare alle ragazze ad essere libere e non accettare mai compromessi. La libertà di dire di no è una grande libertà”.

Le polemiche su Sanremo 2019

L'organizzatrice di Miss Italia ha anche espresso un commento sulla vittoria di Mahmood, il cantante italo egiziano che ha trionfato alla 69esima edizione del Festival di Sanremo. La sua vittoria su Ultimo, complice anche un sistema di votazione che ha creato disguidi, ha sollevato non poche polemiche. Per molti, infatti, sarebbe stata condizionata e strumentalizzata dagli attuali dibattiti politici. La memoria, inevitabilmente, ritorna a 22 anni fa, quando la 18enne Denny Mendez, una splendida ragazza mulatta di origine domenicana si aggiudica tra fischi e critiche, la corona di più bella d'Italia:

Quando fu eletta Denny Mendez mio padre ha preso la palla al balzo per raccontare la percezione che sarebbe stato un Paese multirazziale. La giuria in sala non vedeva di buon occhio la potenziale vittoria di Denny e mio padre ha detto: a questo punto lasciamo la decisione al televoto. È l’inverso di quello che è accaduto a Sanremo. Quello a Mendez fu un voto popolare. La canzone di Mahmood poteva meritare di vincere come tante altre, il problema è che mi dispiace si parli ancora di differenze razziali quando siamo in una realtà multietnica che dobbiamo accettare.