Quel “frullato” è troppo hot, la catena di fast food denuncia Abigail Ratchford
Abigail Ratchford è una delle modelle maggiorate più famose ed amate d'America. Basta dare uno sguardo veloce al suo profilo instagram, un concentrato erotico di rarissima potenza, per rendersi conto di quali siano i motivi per i quali sia ai primi posti nelle ricerche di Google del maschio medio a stelle e strisce. Di recente, il suo nome è finito al centro di una polemica contro una delle catene di fast food più conosciute (e buone) degli States: la In-N-Out. Il motivo è riconducibile ad un video che la modella ha prodotto con LiveRichMedia dove, autonomamente, rende omaggio alla catena di fast-food indossando il cappellino dei cassieri e giocando con le portate più buone del menù, dal milshake ai cheeseburger.
Il video, come era immaginabile, è schizzato in cima ai top trends ed ha cominciato a girare di bacheca in bacheca su Facebook. Un battage spontaneo che non ha fatto piacere ai dirigenti proprietari della catena che, un po' come avvenuto per il tragico video della ricetta della carbonara realizzata spontaneamente da una pagina Facebook francese che utilizzato le farfalle della incolpevole Barilla, si sono visti costretti a contattare la modella attraverso i propri legali. Gli atti espliciti della modella che richiamano fin troppo la sfera del sesso starebbe avendo un effetto negativo sugli affari della catena di fast food che ha chiesto la rimozione immediata dei video dai canali ufficiali di Abigail.
Il caso Nina Agdal, quando il panino è buono come il sesso
Non è la prima volta che ai peccati di gola si richiamano quelli "di letto". Nel febbraio 2013 ha spopolato una campagna pubblicitaria realizzata ad hoc dalla catena "Carls Jr" in cui Nina Agdal mangiava un hamburger con dei modi molto sexy. Spruzzate di abbronzante sulla pelle si alternavano a morsi profondi ad un panino buono proprio quanto la Agdal che, dulcis in fondo, chiudeva la sequenza mozzafiato con un rotondo topless. Nessuna causa fu intentata dall'azienda fast-food, che riuscì a bucare lo schermo come mai aveva fatto prima di allora.
