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Roby Facchinetti contro Conor McGregor: “Fermatelo, poteva uccidere mio figlio”

Il cantante si sfoga su Facebook, parlando del caso di cronaca della settimana, ovvero l’aggressione di Conor McGregor , lottatore professionista, ai danni del figlio Francesco Facchinetti: “È chiaro quanto sia pericoloso, e mi fa paura pensare che prima o poi il suo comportamento possa, inevitabilmente, causare qualcosa di irreparabile”.
A cura di Andrea Parrella
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Si continua a parlare dellaggressione di Conor MgGregor a Francesco Facchinetti. Il fatto di cronaca, ampiamente raccontato dal volto televisivo attraverso i social, continua ad avere tratti sfumati ed apparire, in un certo senso, inspiegabile. Ad intervenire sulla questione è stato, in queste ore, papà Roby Facchinetti, che ha condannato senza mezzi termini McGregor: "Quel pugno poteva uccidere mio figlio Francesco", dice Facchinetti su Facebook rivolgendosi ai suoi follower, per poi continuare così:

Cari amici, avrete tutti saputo dell’incresciosa vicenda che ha visto mio figlio Francesco subire l’immotivata violenza di Conor McGregor.Sinora ho preferito tacere, in merito; e certo non oso fare prediche.Però, anche e soprattutto da padre, sento il dovere di condividere con voi un ragionamento che credo necessario, e che anche pugili professionisti hanno già esposto ai media.Una persona che fa, di professione, il lottatore, possiede inevitabilmente una forza notevole, e sa come adoperarla per ottenere il massimo nei combattimenti.

La condanna di Facchinetti è senza mezzi termini, il cantante attacca McGregor sotto il profilo della responsabilità: "Ciò comporta, però, che tale persona debba anche rendersi conto delle responsabilità che, in merito alla sua forza, l’investono nella vita d’ogni giorno; e soprattutto debba aver chiaro in mente come misurare questa sua arma, nella vita quotidiana e davanti ad altri che non la posseggono per mestiere.Invece, a prescindere da ogni considerazione ulteriore, nel caso della colluttazione con mio figlio, se Francesco non avesse incontrato a rallentarlo prima un tavolino e poi una sedia, la sua caduta a terra si sarebbe trasformata di colpo in tragedia". Facchinetti definisce quello che è accaduto "un episodio gravissimo", sottolineando che non sia stata la prima volta. Quello che chiede, esplicitamente, è di fermarlo:

È chiaro quanto sia pericoloso, e mi fa paura pensare che prima o poi il suo comportamento possa, inevitabilmente, causare qualcosa di irreparabile".

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