Siamo abituati a vederla intervistare dozzine di vip a Verissimo, ma stavolta è Silvia Toffanin a raccontarsi, sull'ultimo numero di Grazia. La conduttrice di Canale 5 ha rievocato l'infanzia e l'adolescenza, trascorse in un paesino della provincia di Vicenza (Cartigliano), che lasciò a soli 18 anni per intraprendere il lavoro di modella (fu finalista a Miss Italia) e, poi, di star televisiva. Nelle parole della Toffanin rivivono gli anni trascorsi con i nonni e il forte legame con i genitori, malgrado la forte gelosia del papà:

Il nonno mi raccontava i pettegolezzi del posto. Mi coinvolgevano nelle loro attività: Rosario, processione durante il mese della Madonna. Briscola, Settebello. Giocavamo spesso a carte, vincevo. I primi amori? Direi nessuno, con mio padre geloso. In paese usava che i ragazzi, le comitive di amici citofonassero per dire ‘scendi', senza esserci messi d'accordo prima. Rispondeva mio padre, e ogni volta: ‘Silvia non c'è'. Non mi faceva uscire. Ogni tanto mi permetteva di andare in discoteca, a condizione che mi accompagnasse lui. Mi aspettava chiuso in macchina nel parcheggio. Inutile dirgli di andarsene a casa per tornare a riprendermi. Non si muoveva da lì.

Il primo incontro tra papà e Pier Silvio Berlusconi

Proprio a proposito del genitore, ha ricordato il primo incontro tra lui e il compagno Pier Silvio Berlusconi, avvenuto quando la relazione durava già da tempo: "A mio padre l’ho presentato un anno dopo. La prima cosa che ha detto a Pier Silvio? Io comunque sono dell’Inter". La Toffanin e il rampollo di Silvio Berlusconi (attualmente vicepresidente esecutivo e amministratore delegato del Gruppo Mediaset) sono legati sentimentalmente dal 2002 e hanno due figli, Lorenzo Mattia e Sofia Valentina, nati rispettivamente nel 2010 e nel 2015. La conduttrice ha scelto di vivere la maggior parte del tempo a Portofino, lontano dalle luci della ribalta e dal caos cittadino.

Volevo dare ai miei figli il mare e un po’ dell’infanzia che ho avuto io. Che mamma sono? Se sente i miei figli pesante. Mi dicono: “Perché non ti vesti così anche con noi?”. Una volta, un’unica volta, mi è capitato di accompagnare mio figlio al pulmino in pigiama con sopra il cappotto. Eravamo in ritardo. Da quel giorno lui si raccomanda: "Vestiti bene, mamma".

Gli inizi nel mondo della moda

A inizio carriera, i genitori hanno sostenuto molto Silvia Toffanin: "Vai, viaggia', diceva mamma, ‘non fare come me che sono rimasta qui'. Lo stesso mio padre. Era come se mi stesse dicendo: ‘Io ti ho insegnato a camminare, ora tocca a te'". Prima di approdare in tv (la sua carriera venne lanciata da Passaparola), lavorò come indossatrice viaggiando tra Milano, Parigi, Atene, Londra, Barcellona. Eppure, il mondo della moda non faceva per lei: "Io mi sento sempre un pochino a disagio. Ovunque, anche oggi. Allora avevo paura di tutto, il mio freno o salvezza è stata la paura. Paura di uscire, paura delle menzogne. La mia vita erano lavoro e casa". Forse anche per questo non ha mai dimenticato come tutto è iniziato:

Da bambina sognavo i vestiti. A 14 anni, con i soldi dei primi lavori, servizi fotografici per cataloghi di negozi della zona, in genere tute da sci, compravo i vestiti. Mia madre ha conservato di sicuro i cataloghi. Me ne sono andata di casa che avevo sulla parete i poster di Claudia Schiffer, sul letto i pupazzi, ed è ancora tutto lì. La mia cameretta è rimasta intatta.