Prima di essere la moglie di George Clooney, Amal Alamuddin è e resta un avvocato che ha dedicato parte della sua carriera alla difesa dei diritti civili. È stato questo che l’ha spinta ad accettare l’incarico di difendere Nadia Mural, una donna irachena di religione yazida rapita e torturata dall’Isis nell’agosto del 2014. Oggi Amal, intervistata dalla NBC, confessa di essere stata minacciata dopo aver accettato l’incarico

Porto avanti la battaglia di Nadia e dei rifugiati yazidi ormai da qualche mese, ma le ultime minacce sono arrivate solo qualche giorno fa. Dentro di me ho sentito subito la voglia di accettare l'incarico, per Nadia. Ne ho parlato a casa, con George. Entrambi siamo consapevoli dei rischi del mandato. George è preoccupato per me, ma è mosso dai miei stessi sentimenti verso questa causa. È stato comprensivo. Del resto, questo è il mio lavoro. Nadia è stata abusata più volte dai miliziani dell'Isis, che hanno anche spento delle sigarette sul suo corpo. Questa ragazza ha subito le più feroci torture che un essere umano possa sopportare.

Amal è consapevole di essere in pericolo, ma non per questo è intenzionata a fermarsi.

“Amal, moglie istituzionale di Clooney”.

Gli impegni istituzionali di Amal Alamuddin, moglie di Clooney, hanno alimentato la nascita di un certo tipo di pettegolezzo nei confornti della coppia hollywoodiana. Le francesi Maëlle Brun e Amelle Zaïd, autrici del libro “George Clooney: une ambition secrète”, sostengono che la donna rappresenti la perfetta moglie oggetto dell’attore che, in realtà, sarebbe gay. Il loro sarebbe un matrimonio solo di facciata, volto a facilitare il divo nella corsa alla Casa Bianca che intenderebbe intraprendere nel 2018. Clooney e Amal non hanno mai commentato tali pettegolezzi, relegandoli al ruolo di meri gossip privi di qualsiasi fondamento.