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1 Febbraio 2018
20:27

Alessia Marcuzzi in ospedale con la Santarelli: “Sei una guerriera, amica mia, e Jack un portento”

Alessia Marcuzzi dedica un post all’amica Elena Santarelli, insieme alla quale ha visitato il reparto di oncoematologia dell’ospedale Bambino Gesù di Roma: “Sei una guerriera, amica mia”.
A cura di Stefania Rocco
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Il sorriso di Elena Santarelli resta travolgente, malgrado la tempesta che si è abbattuta sulla sua vita. A sostenerla, anche da vicino, sono le persone che le manifestano quotidianamente il proprio affetto sui social e le amiche, anche quella televisive. Ne è un esempio Alessia Marcuzzi che all’amica e al suo coraggio dedica un meraviglioso post sui social, parole cariche di tenerezza che celebrano la forza della Santarelli:

Grazie amica mia Elena Santarelli per avermi fatto conoscere così ante belle persone oggi all’ospedale pediatrico Bambino Gesù. È stato emozionante condividere qualche momento con i bambini del reparto di oncoematologia, con le loro famiglie e con i meravigliosi angeli che si prendono cura di loro (in parte con noi in questa foto). E tu sei una guerriera vera amica mia, e Jack un portento. Ti voglio bene. #ospedalepediatricobambinogesu #dajetutta

Il post denuncia sui social

Pur senza mai entrare nei dettagli, la Santarelli aveva raccontato il momento difficile che la sua famiglia sta affrontando. Lo aveva scritto in un post pubblicato su Instagram, post che aveva fatto rapidamente il giro d’Italia:

Il 30 novembre è come se io e mio marito avessimo ricevuto un pugno nello stomaco senza preavviso, un pugno così forte che ti toglie il respiro e ti gela il corpo all'istante. Ho sempre pensato che quando diventi mamma o papà sei automaticamente impotente, nel senso che non puoi mai proteggere i tuoi figli da tutto e tutti che prima o poi la mamma e il papà si sentono disarmati, e così quella sera si è materializzato questo pensiero, una diagnosi che un genitore non vorrebbe mai sentirsi pronunciare dai medici ma con cui abbiamo dovuto cominciare a farci l’abitudine. Non voglio entrare nei particolari ma voglio solo dire grazie a tante persone, incominciando dal dottor Marras e a tutta la sua equipe, alla dottoressa Angela Mastronuzzi (per noi diventata solo “Angela “) a tutto il gruppo di infermieri del Bambin Gesù che amorevolmente ci hanno seguito, al nostro pediatra e amico il Prof. Luigi Giannini, al dott. Savastano che intuì insieme al mio istinto materno che bisognava andare a fondo ,a tutta la mia famiglia e a quella di mio marito, ai nostri amici che ci hanno sempre regalato parole di conforto e amore anche quando non avevo voglia di sentire nessuno e sfogavo tutta la mia rabbia contro tutto e tutti, a tutte le mamme che ho conosciuto in quel reparto, ecco solo voi forse avete capito realmente come mi sentivo e come mi sento perché come me ci state passando..grazie anche a Greta che inconsapevolmente tutti i giorni ci ha strappato dei sorrisi che per qualche istante ci hanno fatto volare via con la mente..se ho dimenticato qualcuno di importante sappiate che siete tutti nei nostri cuori, che questa battaglia la faremo tutti assieme e sicuro la vinceremo! Energia positiva genera energia positiva e a te Angela voglio prometterti che insieme realizzeremo la ludoteca in reparto. Come disse Benigni “ la vita è bella -life is beautiful” e in quanto tale deve essere vissuta tornando piano piano alla normalità senza paura, più facile a dirsi che a farsi ma deve essere così anche se la paura prende il sopravvento.

I consigli di Elena alle mamme

Sui social è partita la gara di solidarietà a favore di Elena, che ha cercato di rispondere all’ondata di affetto ricevuta ricambiando con consigli e splendide parole. Sui social invita le mamme dei bambini in difficoltà ad ascoltarlo, senza tralasciare alcun segnale. Lei stessa lo ha fatto con attenzione, ottenendone dei benefici.

Il coraggio della showgirl che non ha perso il sorriso

Come tantissime altre mamme coraggio, Elena sta affrontando tutto con la forza di una donna che non ha intenzione di piegarsi di fronte alle difficoltà. Ad aiutarla il figlio Giacomo, un bambino meraviglioso al quale i genitori avrebbero deciso di raccontare la verità, qualunque essa sia. La diagnosi non è stata resa pubblica, com’è giusto che sia, ma il piccolo può disporre di tutta l’attenzione di cui necessita:

Mio figlio è più sereno ora di prima. Conosce la verità per quanto un bimbo possa sapere e capire, ha una mamma e un papà che ridono sempre e che sdrammatizzano tutto, che si amano e che lo amano, continua a vivere la normalità sapendo che c’è una battaglia in corso che vinceremo al cento per cento, insomma a casa nostra si respira felicità e positività come se nulla fosse.

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