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Anna, sorella di Mariangela Melato: “Il suo rimpianto di non avere avuto figli”

La sorella dell’attrice, scomparsa lo scorso 11 gennaio dopo aver a lungo combattuto contro un cancro, ha rilasciato un’intervista a DiPiù condividendo con gli italiani i suoi ricordi di Mariangela.
A cura di Simona Saviano
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Mariangela Melato rimpianto non avere figli

In un'emozionante intervista a DiPiù Anna Melato ha ricordato Mariangela, scomparsa a Roma l'11 gennaio scorso dopo aver combattuto contro un cancro. Nelle parole traspare il dolore per la perdita della sua "sorellona", come amava definirla, e la serenità nella consapevolezza di averla sempre accanto. Dopo i funerali alla Chiesa degli artisti, per espressa volontà dell'attrice, il suo corpo è stato cremato e le ceneri sono custodite proprio a casa della sorella:

Conservo l’urna con le ceneri di Mariangela nello studio dei miei due figli, di ventidue e sedici anni. Proprio su uno scaffale di una libreria piena di volumi, che mia sorella consultava tutte le volte che veniva a trovarmi a casa. In questo modo ho esaudito il desiderio di Mariangela. Prima di morire, me lo ripeteva spesso: "Quando sarà, il più tardi possibile, voglio essere cremata e starti vicina, come sempre". L’aveva deciso lei, insomma, di essere cremata. Non le piaceva l'idea di stare dentro una bara di legno.

Racconta che Mariangela Melato ha combattuto a lungo contro il cancro al pancreas, che aveva già sconfitto con un'operazione quattro anni fa, salvo poi ritornare, purtroppo, in una forma più grave. Anche nel letto d'ospedale però ha sempre dimostrato la stessa voglia di ricominciare a lavorare, anche perché si sentiva responsabile nei confronti di tutti coloro che lavoravano in teatro insieme a lei:

Aveva subito un’operazione per asportare un tumore al pancreas, quattro anni fa. Ma si era ripresa benissimo, con la sua solita forza di carattere. Dopo essere stata sottoposta a un intervento chirurgico durato dodici ore, aveva voglia di ricominciare subito a lavorare, perché amava immensamente recitare. Ma anche perché si sentiva responsabile della sarta che lavorava in teatro, degli elettricisti, di tutti: "Senza di me chi darà loro da mangiare?" ripeteva nel letto d'ospedale. Progettava già il debutto a teatro al fianco del regista Gabriele Lavia ne "II giardino dei ciliegi". Anche stavolta sembrava si potesse riprendere in tempi record. Ma così non è stato. II male è ricomparso. E negli ultimi due giorni, prima di andarsene, mi ripeteva: "Anna, mi sento stanca, molto stanca". E non mi parlava più del debutto. Un brutto segno.

A farle compagnia durante gli ultimi giorni c'era anche il suo compagno Renzo Arbore, con il quale ha vissuto un amore lungo 40 anni:

Renzo era tutti i giorni al fianco di Mariangela, contribuiva a renderla allegra. Ricordo che prima che la situazione precipitasse facevamo tutti insieme il gioco delle canzoni, Mariangela, che aveva una memoria alla Pico della Mirandola, riprendeva bonariamente il suo compagno: "Ma che razza di deejay sei, se non ti ricordi nemmeno i testi delle canzoni…". Ora è distrutto. Li chiamavamo i due vecchi fidanzatini, in famiglia. Perché avevano quelle attenzioni, l'uno per l'altra, di due piccioncini minorenni.

Anna Melato e Mariangela

La sorella Anna racconta com'era nella vita privata la Dea del Teatro, raccontando che aveva un carattere molto spigliato e forte con cui era facilissimo scontrarsi ed era una donna che visse per la cultura, tanto che con il primo stipendio si finanziò un corso di recitazione e libri sull'arte:

Mariangela aveva un carattere forte, determinato, Rigoroso. E, se una cosa non le stava bene, era pronta a dirtelo senza tanti giri di parole. Mi vengono in mente le litigate che ci siamo fatte. Almeno una volta l’anno c'era la sfuriata in cui giuravamo che non ci saremmo mai più viste. Non sapeva cucinare. E su questo ironizzava molto: "Come faccio il risotto alla milanese in busta io, non lo fa nessuno". Ricordo che quando guadagnò il suo primo stipendio da vetrinista in un grande magazzino, ventimila lire degli anni Sessanta, li spese quasi tutti per iscriversi a un corso di recitazione. Poi, con il resto, acquistò un libro del pittore Claude Monet. A casa si presentò con quello e mia madre la rimbrottò : "Ma come, hai smesso di studiare perché volevi guadagnare, essere indipendente, e ti compri un libro?". Lei rispose: "Dei vestiti non mi importa niente. E lo sai. Per me la cultura è tutto".

Anche Anna ha lavorato nel mondo dello spettacolo: nell'ambito del doppiaggio, nel canto e come attrice. Dopo la nascita dei suoi figli però decise di mettere da parte la carriera e concentrarsi sulla famiglia. Se inizialmente Mariangela non approvò la sua scelta di mettere da parte il talento per i figli, la sorella rivela che forse uno dei rimpianti della Melato è stato quello di non avere avuto figli:

Dopo la nascita del primo dei miei due figli, decisi soprattutto di puntare sulla famiglia. Mia sorella non era d'accordo. Litigammo e mi ripeteva: "Tu ti trastulli con i ragazzini e sbagli. Perché, se uno ha talento, deve regalarlo al mondo". Non capiva che io stavo bene così. Che ero convinta di non avere le sue stesse qualità artistiche. Che i registi non facevano la fila per farmi lavorare. Rimpianti in vita sua? Di un marito no. Mia sorella era una donna troppo indipendente per desiderarne uno. Della mancanza di un figlio me ne parlava spesso. Sì, quello era uno dei suoi rimpianti di donna. Ma poi, dopo avere sospirato, mi diceva: "In fondo i miei nipotini sono la mia famiglia. I tuoi ragazzi mi sono troppo simpatici e io credo di essere una brava zia per loro".

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