3 Ottobre 2015
13:07

Anna Tatangelo sotto accusa per la campagna contro i tumori: “Il topless è offensivo”

Bufera sulla cantante e sulla Lega Italiana per la Lotta ai Tumori, per la campagna Nastro Rosa che mostra la Tatangelo a seno nudo. “Cosa c’entra con la prevenzione? Immagine altamente lesiva”, sostiene una lettera firmata da esperte e blogger, che ne chiede il ritiro. La Lilt risponde: “Scelta in linea con il messaggio, vogliamo parlare con le giovani donne”.
A cura di Valeria Morini

Nelle stesse ore in cui si parla di indagine per presunta evasione fiscale da parte di Gigi D'Alessio, si è scatenata una polemica anche sulla moglie del cantante, Anna Tatangelo. Non si tratta di guai giudiziari, ma di alcune critiche rivolte alla campagna Nastro Rosa sulla prevenzione dei tumori al seno lanciata dalla Lilt (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori), di cui l'artista è testimonial. A finire nel mirino è stata la foto utilizzata per promuovere la campagna, che mostra la Tatangelo in topless. Uno scatto ritenuto fuori luogo e poco consono al messaggio che vorrebbe esprimere, tanto da suscitare una formale lettera di protesta inviata al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Le firmatarie della missiva, che chiede il ritiro della campagna, sono la blogger Daniela Fregosi di Afrodite K di Grosseto, la senologa e blogger Alberta Ferrari di Pavia, la psicologa di Bologna Carla Zagatti, la storica di Torino Emma Schiavon. Ecco il testo della lettera, riportata da Repubblica.it.

Le sottoscritte desiderano esprimere profondo sconcerto di fronte alla campagna Nastro Rosa 2015, la cui testimonial è una nota cantante ritratta a torso nudo, con le braccia a coprirne in parte i seni. Una posa che rappresenta un salto di qualità, di segno negativo, rispetto alle edizioni precedenti della campagna. Negli anni passati, infatti, a rappresentarla erano state scelte donne, sempre appartenenti al mondo dello spettacolo o dello sport e non colpite dalla malattia, che, tuttavia, erano state ritratte vestite e in atteggiamenti più consoni al tema. Per l’anno in corso, invece, la campagna punta ad offrire un’immagine sessualizzata e trivializzante della malattia, utilizzando in maniera pretestuosa l’invito a “fare prevenzione” (…) Cosa ha a che fare l’immagine di una donna chiaramente al di sotto della fascia d’età per la quale sono designati i programmi di screening con la “prevenzione”? Perché concentrare l’attenzione del pubblico sul suo décolleté florido (a cui fanno da contorno gli addominali scolpiti) se il rischio di morte si presenta solo nel caso in cui la patologia interessi altri organi? (…) Chiediamo pertanto il ritiro della campagna Nastro Rosa 2015 che consideriamo lesiva della dignità e della salute delle donne. 

Le polemica contro lo sponsor automobilistico: "Un settore che provoca tumori alle donne"

La lettera, inoltre, accusa la campagna di "pinkwashing", ovvero la pratica di pubblicizzare prodotti che causano il cancro al seno proprio attraverso campagne di prevenzione: tra gli sponsor, figura infatti una casa automobilistica francese.

Studi scientifici recenti dimostrano l’elevata incidenza del cancro al seno tra le donne impiegate nella produzione di materie plastiche per il settore automobilistico. Evidenze che hanno portato, nel 2014, l’American Public Health Association a chiedere alle massime autorità sanitarie degli Stati Uniti di porre in essere politiche di prevenzione atte a ridurre drasticamente l’esposizione sui luoghi di lavoro a sostanze associate al cancro al seno. La partnership tra LILT e la causa automobilistica si configura chiaramente come un caso di pinkwashing, termine con cui si indica la pratica di pubblicizzare e/o vendere prodotti che aumentano il rischio di ammalarsi di cancro al seno, attraverso ingredienti e/o processi di lavorazione, collegandoli a campagne di sensibilizzazione o a raccolte fondi per la ricerca. Una strategia di marketing tristemente diffusa e che risulta estremamente efficace proprio perché il cancro al seno offre la possibilità di esporre il seno femminile per finalità benefiche, attirando così l’attenzione del pubblico di ambo i sessi.

La Lilt: "La Tatangelo è seguita dai giovani ed è un esempio di vita sana"

Immediata è stata la replica di Francesco Schittulli, Presidente nazionale di Lilt, intervenuto a Expo:

Noi dobbiamo parlare alle ragazze, alle giovanissime e dobbiamo rompere tabù e pregiudizi. E Anna Tatangelo ha un milione di follower su Facebook e 600 mila su Twitter. Lei parla ai giovani ed è un esempio di giovane donna attenta alla salute, che pratica i corretti stili di vita e da brava madre si occupa anche dell'alimentazione sana del figlio. Per questo considero la scelta fatta assolutamente in linea con i messaggi che la Lilt cerca di diffondere: la cultura della prevenzione. La campagna parla alle donne sane, perché arrivare prima significa salvarsi la vita e proteggere il seno considerato il simbolo della femminilità. E quando il corpo femminile è utilizzato con matura consapevolezza abbatte tabù e pregiudizi ed esprime coraggio.

Schitulli ha inoltre sottolineato che la collaborazione della cantante è stata del tutto gratuita e ha ribadito come, a parere dell'organizzazione, l'immagine sia efficace per trasmettere il messaggio:

È una campagna di prevenzione non rivolta alle donne malate, ma alle giovani e giovanissime. Quella posa che ha offeso le firmatarie della lettera, sono sincero, è stata voluta perché è un'immagine positiva impegnata a mantenere il proprio stato di salute, di benessere. Non ho mai pensato a una posa da calendario. Quello è un abbraccio che protegge il seno. E ho pensato a una testimonial che possa parlare alle nostre figlie.

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