Dopo che Fabrizio Corona ha confermato la decisione di Asia Argento di interrompere la loro storia, è l’attrice figlia d’arte a fornire la sua versione dei fatti in merito alla scelta di chiudere, quasi sul nascere, quel flirt che ha fatto parlare mezza Italia. Intervistata da Maxim, Asia conferma che sarebbe partita da lei la decisione di mettere la parola fine a quel rapporto. Il motivo? Troppa attenzione mediatica, qualcosa che, in questo particolare momento della sua vita, preferisce evitare:

Ci siamo visti 4 volte ed è esploso il finimondo. Questa amicizia è morta sul nascere per via del troppo interesse mediatico. Per quanto mi riguarda, il gossip è un vuoto pneumatico che tende a risucchiare tutto in una sorta di tritacarne. Mi aspettavo che sarebbe successo qualcosa di simile, ma non così presto. Non parlerei d'ipocrisia ma di caos incontrollabile dal quale sono fuggita immediatamente. Un po’ mi dispiace perché Fabrizio è una persona intelligente e interessante ma, in questo momento, devo preservare le mie poche, sacre energie. E stare sola è probabilmente la cosa più saggia da fare.

Perché lo scandalo Weinstein a 20 anni dai fatti

Come aveva già raccontato in precedenza, Asia conferma di avere denunciato le violenze di Harvey Weinstein a 20 anni di distanza dai fatti solo perché di quegli episodi, già di dominio pubblico, le sarebbe stato reso conto dalla stampa: “Quando mi chiamarono Ronan Farrow del New Yorker e Jason Horowitz del New York Times, rimasi sbigottita perché loro mi stavano chiedendo dei particolari. Cioè, sapevano esattamente che cosa mi era successo perché di quelle cose si vociferava. Quindi, mi hanno messo davanti a una verità ineluttabile. Non è che io mi sono svegliata la mattina dicendomi "Voglio raccontare quello che mi era accaduto a 21 anni adesso che ne ho 42”.

MeToo, una battaglia abbandonata

La Argento conferma ancora di volere prendere le distanze dal movimento MeToo. Troppo alto il prezzo pagato per avere raccontato le molestie subite: “Mi ha insegnato che ci sono altre battaglie da fare in questo momento per la mia sopravvivenza. E che io, che mi sono sempre sentita una guerriera, non sono niente e che, lo sapevo, non ho alcun potere. La mia parola lo ha avuto, forse, ma tutto questo mi ha insegnato anche a fare un passo indietro. E lasciare che gli altri, che sono potenti, continuino per conto loro visto che il movimento è diventato un franchising. Che continuino a Hollywood, dove tutti sono potenti e hanno i miliardi, ad aiutare le donne, a pagare avvocati”.