Aurora Ramazzotti indignata denuncia un episodio di "Catcalling". Un fenomeno, quello delle molestie di strada, che ancora oggi è molto frequente e si verifica in particolare ai danni delle donne. "Ci rendiamo conto che nel 2021 succede ancora così di frequente?", domanda la Ramazzotti ai suoi follower. Sudata, affaticata, dopo una sessione di allenamento, Aurora rivendica il suo diritto di sfilarsi una felpa e fare sport in libertà senza essere vittima di commenti indesiderati da parte di estranei incrociati per strada.

Cos'è il Catcalling

Per "Catcalling" si intendono generalmente le molestie verbali che avvengono per strada. Commenti, apprezzamenti indesiderati, gesti, fischi, strombazzi e avance di vario genere, che hanno l'effetto di una violenza da parte della persona che involontariamente li riceve. Ne sono destinatari entrambi i sessi, ma una ricerca esposta dalla Harvard Law Review sostiene che nella maggior parte dei casi a riceverla sia una donna da parte di un uomo. Una violenza che nel 2018 è diventato reato, quando il governo Macron ha approvato il disegno di legge che multa chi rivolge commenti non richiesti a donne per strada. Nel 2014, la Cornell University e l'associazione Hollaback! hanno condotto un ampio studio internazionale sul tema delle molestie di strada, suggerendo che la maggior parte delle donne abbia avuto la prima esperienza durante la pubertà.

La denuncia di Aurora Ramazzotti

"Sono l'unica che ne è vittima costante?", domanda Aurora Ramazzotti via Instagram Stories, rivolgendosi ai suoi follower. Premette: "Nonostante io sia una che in genere si veste da maschiaccio". La sua denuncia è dura: "Appena mi metto una gonna o mi tolgo la giacca sportiva mentre sto correndo perché fa caldo, devo sentire i fischi o i commenti sessisti? Mi fa schifo", spiega. "Se sei una persona che lo fa e stai vedendo questa storia, sappi che fai schifo".