La Cassazione non ha avuto dubbi nel dare ragione al Garante della Privacy, che aveva puntato il dito contro la linea editoriale di uno dei noti settimanali del gruppo Mondadori, reo di aver ritratto alcuni parenti di Flavio Cattaneo nel novembre del 2005, anno in cui si diffuse viralmente la notizia della sua laison con l'attuale compagna Sabrina Ferilli. La sentenza 27381 della Suprema Corte, depositata oggi dalla Prima sezione civile, ha sostenuto così la tesi del Garante (su richiesta dello stesso Cattaneo) contro il noto settimanale ‘Chi', appartenente appunto al gruppo di Segrate, che aveva pubblicato le foto di vari componenti della famiglia Cattaneo quando il gossip con la Ferilli finì su tutti i giornali nazionali in prima pagina. La linea difensiva di Mondadori aveva provato ad aggrapparsi alla versione secondo la quale al tempo degli scatti il signor Cattaneo aveva già posato allegramente con la sua famiglia, acconsentendo alla linea "happy family" senza grandi sacrifici, e per questo motivo era stato dato quasi per scontato che quel suo precedente assenso fosse ancora valido.

La Cassazione non ha avuto dubbi però nel ritenere differente le due situazioni, escludendo categoricamente che il suo precedente assenso ""potesse essere invocato in un diverso contesto, nel quale era trattata la notizia della sua relazione extraconiugale". Stesso discorso per la foto della palazzina dove abitava Cattaneo, della quale è stata proibita la pubblicazione e una futura diffusione proprio a causa della riconoscibilità del domicilio. Riassumendo, la sentenza definitiva dichiara che sarà vietato pubblicare immagini di figli minori, di parenti che non abbiano acquisito personalmente una propria fama, e per questo motivo ritenuti personaggi conosciuti, e tanto meno delle loro abitazioni.