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Celentano scrive ancora a Corona: “Se dovessi morire, non gliene fregherebbe niente a nessuno”

Adriano Celentano scrive ancora a Fabrizio Corona, consigliandoli di interrompere le idee di scioperi della fame e della sete o di attentare alla sua vita: “Se tu morissi adesso, non gliene fregherebbe davvero niente a nessuno”. E ancora: “Io so che sei un bravo ragazzo, come ti ho detto, ho un’idea”.
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Adriano Celentano pubblica la sua "seconda lettera" a Fabrizio Corona. È così che la chiama il Molleggiato che su Instagram pubblica un totale di sei immagini. Sei screenshot in cui torna di nuovo sul personaggio Corona, cercando di sensibilizzare l'opinione pubblica a tenere alta l'attenzione su di lui. Perché, scrive Celentano, "Se dovessi morire, non gliene fregherebbe niente a nessuno". Adriano Celentano aveva già pubblicato una lettera di sostegno il 16 marzo.

La lettera di Adriano Celentano

Nella seconda lettera, Adriano Celentano cerca di spiegare a Fabrizio Corona che fare un gesto plateale in questo periodo storico, come attentare alla sua vita o iniziare scioperi della fame e della sete, è inutile oltre che dannoso.

Caro Fabrizio, qualcosa mi dice che è in atto un cambiamento. Un cambiamento che potrebbe riguardare la tua storia e non solo la tua, anche la mia, insomma la storia di tutti: dell'Italia, del mondo. E chi ce lo sta dicendo è quella Signora, sempre un po' incazzata, che per farci capire il grande valore di un "tenero abbraccio", non sempre usa modi amichevoli. Se poi si accorge che non manteniamo le DISTANZE diventa anche manesca al punto di UCCIDERE. Il suo nome credo sia Pandemia, mi pare, o qualche altra cosa che tradotto significa: diffusione di una batosta mondiale. In un solo anno il Covid ha ucciso 2 milioni e mezzo di persone, di cui centomila solo in Italia. In giro qua e là, si uccidono genitori e poi si buttano al fiume. Mentre altri che non si possono chiamare genitori, non ci pensano un attimo a buttare un loro figlio di appena quattro giorni nell'acqua bollente, ora ricoverato in ospedale con ustioni su tutto il corpo.

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Fatte queste premesse, Adriano Celentano arriva al sodo:

Per cui il tuo sciopero della fame, in un momento come questo è a dir poco fuori moda. E tu, caro Fabrizio, sei troppo intelligente per non sapere che se dovessi morire adesso solo per fare un dispetto a chi, per forza, ha dovuto giudicarti, non gliene fregherebbe niente a nessuno. Quando tu, con la faccia insanguinata, inveendo contro i giudici, hai detto di essere un bravo ragazzo io sono stato il primo a essermene convinto. È vero, tu sei un bravo ragazzo che però ha commesso dei REATI. Con in più l'aggravante di aver sfidato i giudici. Ma io, come ti ho detto, ho un'idea. Firmato L'inesistente.

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