Il matrimonio tra Carolina Marconi, ex del Grande Fratello, e l’imprenditore Salvatore De Lorenzis non durò che otto mesi. A mettere fine alla loro storia d’amore fu proprio la showgirl che, dopo la rottura, denunciò l’ex marito per tre capi d’imputazione diversi: maltrattamenti in famiglia, violenza privata ed appropriazione indebita. De Lorenzis è un imprenditore molto noto nel settore delle slot machine, conosciuto per avere avuto una serie di flirt – mai confermati – con numerose donne dello spettacolo. L’uomo è stato condannato a un anno e otto mesi di reclusione e al pagamento di una provvisionale di 30 mila euro dal giudice della prima sezione penale del Tribunale di Lecce, Sergio Tosi. La sentenza è stata emessa in data 8 gennaio 2015. La condanna non ha soddisfatto i legali della Marconi che hanno dichiarato che ricorreranno in appello. Ai danni di De Lorenzis, infatti, era stata chiesta una condanna a due anni di reclusione oltre che al pagamento di un risarcimento danni pari a 120 mila euro. Il giudice ha invece condannato l’uomo solo per l’accusa di maltrattamenti in famiglia.

L’avvocato della Marconi: “La mia cliente picchiata e minacciata”

Nell’arringa dell’avvocato Alessandra Merenda, legale dell’ex gieffina, emergono le seguenti accuse:

Il processo ha provato tutte le accuse contestate all’imputato. I maltrattamenti in famiglia per le aggressioni fisiche, le manifestazioni di disprezzo e le certificazioni mediche prodotte in atti. L’appropriazione indebita per la Mercedes Classe E trattenuta dall’imputato. E la violenza privata per i pedaggi e le polizze assicurative non pagate. Comportamenti reiterati nel tempo, dall’ottobre del 2009 all’agosto del 2010 e narrati nelle denunce di febbraio, maggio, luglio e agosto. Oltre alle violenze fisiche, la mia assistita subì una serie di frasi ingiuriose come "Sei una troia". E' stata minacciata con un coltello mentre gli diceva "Ti ammazzo, sei una s…, sei una t…". A maggio, tornati a casa, gli chiese le chiavi della macchina per andare a recuperare il telefono cellulare. Al rientro, lui le urlò a chi dovesse telefonare, chi dovesse sentire e poi la buttò sul letto per riempirla di pugni in testa e farle chiedere 100 volte perdono e la frase "Mia madre è una t…". Le strappò i capelli, la riempì di graffi e le strinse le mani attorno al collo, causandole anche uno stato d'ansia che permane ancora oggi.

Non commentano, invece, i legali di De Lorenzis.