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13 Settembre 2021
08:10

Dodi Battaglia piange la moglie Paola: “Era la mia motivazione per vivere, ora penso a mia figlia”

Dodi Battaglia piange la scomparsa di sua moglie Paola Toeschi, che si è spenta a causa di un tumore al cervello con il quale combatteva da anni. Il loro è stato un amore forte, intenso: “Nn esisterà mai più uno così” dice l’artista in un’intervista al Corriere, dove racconta gli ultimi giorni accanto alla sua compagna, la loro vita insieme e ora che lei non c’è più, l’unica cosa a dargli forza è sua figlia Sofia.
A cura di Ilaria Costabile
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Sono stati anni lunghi, alternati tra sofferenza e momenti di tregua quelli vissuti da Dodi Battaglia e la sua famiglia, anni in cui la moglie Paola Toeschi ha lottato con tutta se stessa per sconfiggere la malattia- un tumore al cervello- che l'ha portata a soli 52 anni a spirare il suo ultimo respiro. Il leader dei Pooh piange la morte della sua compagna, madre di sua figlia Sofia e in una lunga ed intensa intervista al Corriere della Sera, racconta il tempo che hanno vissuto insieme: "Ogni passo in queste stanze, mi ricorda Paola e ogni immagine di Paola è una pugnalata. Sento proprio un dolore fisico al cuore" dice il cantante.

La figlia l'obiettivo più grande

Dieci anni di lotta lunga e costante, un fardello che Dodi Battaglia ha portato con sé tutto questo tempo e che, in qualche modo, era diventato un obiettivo da portare a termine: "Nella fine della sua sofferenza, è finita anche la mia lotta contro il suo male. Dal 2010, la mia motivazione per vivere è stata lei: la visita, la chemio, trovare un altro medico… Quando se n’è andata, mi sono sentito come un pallone che si sgonfia" ha raccontato al Corriere, ringraziando di avere al suo fianco sua figlia Sofia, ancora giovane e che deve essere affiancata e supportata: "Ho portato la piccola a pranzo al mare. Per distrarla. Ogni giorno, cerco di farle fare qualcosa per tenerla lontana dai ricordi. I ricordi sono una pugnalata al cuore. Ho la fortuna di avere come obiettivo mia figlia. Dover andare avanti per lei è una forza enorme". 

La sofferenza degli ultimi giorni

Negli ultimi giorni in ospedale al suo fianco, ormai in coma, Dodi Battaglia non ha mai smesso di parlarle: "Stavo già lì da 15 giorni, da quando non riusciva più quasi a parlare. Insomma, un giorno, le dicevo: ricordi quando è nata nostra figlia? Le raccontavo tutte le cose che una coppia innamorata fa". E d'amore tra loro ce n'è stato tanto, come ha raccontato nell'ultimo saluto rivoltole in chiesa, definendola un'anima bella: "Chi l’ha conosciuta mi dice: che anima trasparente, che gentilezza. Per esempio, lei nelle persone non vedeva mai il lato negativo, non era stupida neanche un po’, ma non conosceva la diffidenza. Era sempre sorridente, ci è nata con quel sorriso. Pochi sanno che era un’attrice di spot: era la mammina del Mulino Bianco". Eppure, nonostante l'amore e la complicità negli ultimi giorni il leader dei Pooh ha chiesto a sua moglie perdono: "Perché quando sei sottoposto a certi stress puoi diventare nervoso, brusco. Non sono la persona più inattaccabile, non sono stato il miglior marito, ma neanche uno dei peggiori". 

Un amore forte e cresciuto nel tempo

La malattia aveva dato a sua moglie la possibilità di avvicinarsi alla fede, di superare i momenti difficili affidandosi alla preghiera e Battaglia non nasconde che ci siano stati dei momenti anche stranianti: "Con la malattia, aveva scoperto la fede, pregava molto. Dopo un viaggio a Medjugorje, ebbe un’illuminazione e la sua vita divenne molto dedicata alla preghiera, alla frequentazione di chiese e sacerdoti. Io ero già cattolico cristiano, per quanto non andassi in chiesa tutte le domeniche. Comprendo che in certi momenti ti aggrappi alla fede, ma l’ho vista diventare una moglie diversa, una con cui non parlavi più delle prossime vacanze o potevi condividere certi discorsi". Eppure il cantante ricorda con dolcezza il momento in cui l'ha incontrata per la prima volta e come si innamorati:

Ero con i Pooh a un concerto di beneficenza a Macugnaga, in Piemonte. Lei arrivò con una mia amica di lì, vidi una persona luminosa, bellissima. Avrei voluto invitarla fuori il giorno dopo, ma ero in una storia che stava per finire e ho sentito subito che donne come Paola meritano rispetto. Un anno dopo, quando sono tornato libero, un minuto dopo, l’ho cercata.Un anno dopo, quando sono tornato libero, un minuto dopo, l’ho cercata. Abbiamo cominciato a frequentarci in maniera pulita. È nata una storia bellissima, trasparente così come è nostra figlia. Paola mi ha insegnato che l’amore può crescere. Siamo abituati ad amori che si affievoliscono. Il nostro è sempre cresciuto e voglio dire a tutti che questa possibilità c’è e dobbiamo continuare a crederci, perché la condizione di stare insieme è preziosa. Ci penso ogni volta che esco, vedo un certo ristorante, passo davanti al casello dell’autostrada che attraversavo con lei e penso che non esisterà un altro amore, che non potrò mai più essere così felice.

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