Elena Santarelli ha annunciato che il percorso di cure di suo figlio Giacomo, che combatteva da lungo tempo con un cancro, sono terminate. Il volto televisivo lo ha annunciato tramite il suo profilo Instagram con un lungo messaggio attraverso il quale ha comunicato ai suoi seguaci l'epilogo positivo di una vicenda che ha rappresentato un enorme scoglio per lei, suo figlio e suo marito Bernardo Corradi.

Prima di tutto l'annuncio: "Giacomo finalmente è in “follow up'", scrive Elena Santarelli, sancendo quindi il termine del percorso terapeutico al quale Giacomo è stato sottoposto per diversi mesi. La certezza è arrivata pochi giorni fa quando – spiega Santarelli –  "ha fatto la sua ultima terapia e i vari controlli hanno dimostrato che il nostro bellissimo bambino ha vinto questa battaglia. Oggi voglio testimoniare una storia a lieto fine per dare speranza a tante famiglie che ancora lottano o che si troveranno a lottare".

Quando vi ho resi partecipi del problema che ci ha colpiti ho anche promesso che quando sarebbe arrivata la tanto attesa comunicazione della fine delle cure l'avrei condivisa con tutti voi. Ecco quel giorno è arrivato: Giacomo finalmente è in “follow up"! Pochi giorni fa ha fatto la sua ultima terapia e i vari controlli hanno dimostrato che il nostro bellissimo bambino ha vinto questa battaglia. Oggi voglio testimoniare una storia a lieto fine per dare speranza a tante famiglie che ancora lottano o che si troveranno a lottare. Giacomo ha vinto la sua battaglia su un tumore cerebrale maligno e solo ora voglio condividere questo particolare, sperando possa infondere positività a molte famiglie, ma ricordando che ogni bambino ha la sua storia e il suo percorso. Quando si affronta un percorso così a volte non respiri dopo aver sentito altre storie. Il mio consiglio è quello di vivere la propria storia senza fare troppi confronti, affidandosi ai medici che hanno in cura in nostri bambini. Ci sono tante persone da ringraziare, iniziando dalla dottoressa Angela Mastronuzzi che con umanità e professionalità ci ha accompagnati in tutti questi mesi facendoci sentire meno soli (vorrei dirti molte più cose ma non mi basta un post). Vorrei ringraziare tutta l'equipe di neuro-oncologia e in particolare la dottoressa Antonella Cacchione che ci ha seguiti nel percorso in Day Hospital con amore e sensibilità e le dottoresse del reparto (Francesca del Bufalo e Iside Alessi). La mia gratitudine va anche alla caposala del reparto di neuro-oncologia, Adele Ripà e a tutti i suoi splendidi infermieri che non ho mai visto seduti, sempre pronti a scattare e a prestare aiuto con il sorriso così come alla caposala del Day Hospital Elsa Bianchini e alle sue infermiere che con molta pazienza ogni giorno stanno dietro ad una media di 100/130 pazienti al giorno. Un grazie va alla dottoressa Evelina Miele che mediante il profilo di metilazione eseguito all'Ospedale Bambino Gesù, ha aiutato i patologi a classificare il raro tumore che ha colpito Giacomo. Il mio grazie va anche al reparto di neurochirurgia, al primario dottor Carlo Efisio Marras, al dottor Andrea Carai ..segue altro post

A post shared by Elenasantarelli (@elenasantarelli) on

La malattia di Giacomo

Il messaggio prosegue raccontando le ultime tappe del percorso di cure vissuto da Giacomo, colpito da un tumore cerebrale maligno. E si lascia andare anche al racconto delle emozioni e sensazioni vissute in queste ore: "Solo ora voglio condividere questo particolare, sperando possa infondere positività a molte famiglie, ma ricordando che ogni bambino ha la sua storia e il suo percorso. Quando si affronta un percorso così a volte non respiri dopo aver sentito altre storie. Il mio consiglio è quello di vivere la propria storia senza fare troppi confronti, affidandosi ai medici che hanno in cura in nostri bambini".

Il ringraziamento ai medici e alle persone vicine

Il lungo messaggio di Elena Santarelli non può mancare di ringraziamenti ai medici e alle strutture presso le quali Giacomo si è curato. Dopo un primo momento di choc, Elena Santarelli ha deciso di affrontare questo momento difficile della sua vita con grande coraggio, mettendo la sua visibilità pubblica per incentivare la ricerca e far conoscere meglio realtà come quella in cui lei ha dovuto forzatamente trovare un suo spazio in questi anni.