Considerata un'icona indiscussa della commedia italiana, Eleonora Giorgi, 65 anni compiuti lo scorso ottobre, è intervenuta ai microfoni della trasmissione radiofonica "I Lunatici", condotta da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio. L'attrice, attraverso una lunga intervista, ha fatto un tuffo nel passato, ripercorrendo la sua carriera artistica fino ad arrivare alla sua vita sentimentale e agli anni duri della droga.

Il tunnel della droga

Eleonora Giorgi non ha mai nascosto al grande pubblico di aver avuto un periodo particolarmente difficile. La protagonista di "Mani di Fata" ha infatti sempre parlato degli anni che l'hanno vista combattere contro la sua dipendenza dalla cocaina. Un momento di vita delicato e doloroso sul quale ritorna sempre volentieri con lo scopo, come dichiarato in una recente intervista, di gridare ai giovani che, uscire dal tunnel è difficile, ma si può. Lei è riuscita a tirarsene fuori grazie all'amore del suo ex marito Angelo Rizzoli, che l'ha letteralmente salvata:

All'inizio ti ci può portare la curiosità. Ho avuto questa esperienza per ragioni legate a terribili problemi familiari. Ne sono uscita con l'amore e credendo alla vita. Quando ti ritrovi all'inferno capisci che hai poco tempo per vivere qui sulla terra e non puoi sprecarlo narcotizzato. Il momento in cui mi sono resa conto che mi stavo buttando via è quando mi sono trovata in una casa molto carina, sul Tevere. C'era un tramonto bellissimo e a me sembrava di essere morta. Non provavo nessuna emozione. Sono andata a casa di mio padre, ho chiesto aiuto. Lui sapeva che io stavo male, avevamo avuto delle discussioni folli. E poi fu fondamentale l'incontro con il mio primo marito. Lui mi conobbe che ero in una condizione assurda, ma intuì quella che era la mia persona. Mi diede una enorme fiducia, in poco tempo iniziai a curarmi in maniera serissima. Ne sono uscita e non ho più toccato nulla.

Il rapporto con Carlo Verdone

Eleonora Giorgi deve sicuramente il suo successo a Nadia Vandelli, la scatenata fan di Lucio Dalla che nel film "Borotalco" si innamora del finto e goffo Manuel Fantoni. Un film, uscito nelle sale nel 1982, che segna l'ascesa della carriera della Giorgi come attrice e conferma la versatilità di Carlo Verdone, che oltre ad essere protagonista della pellicola, ne firma anche la regia:

È il film che rappresenta di più la mia anima di attrice brillante. È il mio prodotto più realizzato. L'espressione del mio candore. Sono molto grata a questo film, mi ha portato il David, il Nastro, è una pellicola che è rimasta nei tempi. La mia carriera, scremata oggi, dopo 30 anni, cosa rimane? Borotalco. E non è poco. Non tutte le mie colleghe hanno questa fortuna. Vedendo Un Sacco Bello avevo perso la testa per il Carlo interprete. Però lo avevo incontrato anche come compagno di scuola del migliore amico del mio ragazzo, in quella mitica classe in cui c'era anche Cristian De Sica. Faceva le imitazioni dei professori, faceva morire dal ridere. Per Verdone provo un sentimento speciale. Da una parte ho una gratitudine di tipo artistico. Dall'altra gli voglio molto bene, tipo sorella. Non lo vedo quasi mai, non lo sento quasi mai, ma con quando ci troviamo con lui ho una confidenza tipo sorella.

Il rapporto con il tempo che passa

L'attrice si è da poco sottoposta ad un intervento chirurgico che ha fatto molto discutere. La Giorgi ha infatti dichiarato di essere ricorsa alla chirurgia estetica per colmare un vuoto e curare un disagio, sostenendo anche che il Sistema Sanitario Nazionale dovrebbe garantire a tutti il ritocco come ricetta per la felicità e l' autostima:

Pur non essendo diventata barbie, passo attraverso delle crisi di euforia, perché finalmente rivedo il mio viso. E mi sento quindi di nuovo utilizzabile anche in un certo tipo di film. Ho fatto un lifting al viso ma non ho fatto toccare i miei occhi pieni di rughe e belli gonfi. Mi piacciono così, quelli sono rimasti della mia età. Ma il resto del viso è molto più allegro. Non mi riconoscevo più quando mi guardavo allo specchio, convivere con una immagine pubblica di 45 anni è difficile. Eleonora ci si rivedeva, Eleonora Giorgi ne soffriva molto. Non sapevo più come presentare il mio viso, non sapevo più come truccarmi. Così mi sento anche molto più allegra.

Le molestie ricevute

Eleonora Giorgi è anche intervenuta sulla questione #metoo e le molestie sessuali nel mondo del cinema, confessando di aver ricevuto particolari richieste da parte di un regista che le chiese di rimanere senza slip:

Da ragazzina mi sono accaduti dei fatti pazzeschi con dei maniaci esibizionisti dei parchi. Avevo già avuto il vago sentore che gli uomini fossero un pochino esagerati e anche un po' pericolosi. Fino ai 18 anni non sono mai rimasta sola in una stanza con un uomo. Avevo una prudenza con i maschi enorme. Da grande nel cinema non mi è mai successo niente, sono sempre stata rispettata. Solo una volta, un regista fu imbarazzante. Mi chiese di togliermi le mutande. In un incontro mi disse ‘fammi vedere come fai tu stando in piedi a far cadere le mutande'. Me ne andai. Mi è successo di più con gli uomini di potere e di politica. Non farò mai nomi. Trovo assurdo tirare fuori le storie del passato, se le hai elaborate all'epoca le hai anche archiviate. Poi subentra anche il perdono. Io ho una infinita tenerezza per questa specie di afflizione che per i maschi è il sesso. So che per loro c'è un punto in cui non resistono. Lo capii già da piccola. E' come se impazzissero. Per le donne non è lo stesso. Almeno, non era, adesso non lo so.