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Elisa: “I miei figli mi seguono in tour, frequentano una scuola privata via Skype”

Elisa Toffoli concilia non senza difficoltà la sua vita da madre e artista. I suoi figli, Emma Cecile e Sebastiano, non frequentano una suola comune come accade agli altri bambini: “Seguono le lezioni via Skype”.
A cura di Stefania Rocco
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Poter vivere attraverso le proprie abilità sul palcoscenico è il sogno di qualsiasi artista ma non è detto, che una volta agguantato, quel sogno non obblighi a fare alcune rinunce. Alcune tra queste sono quelle che è stata costretta a fare Elisa Toffoli, cantante italiana di fama internazionale. Quando non è ad “Amici” impegnata nel ruolo di coach, Elisa porta la sua musica in tutto il mondo.

Fa il possibile, però, affinché ciò non la obblighi a separarsi dai suoi figli, Emma Cecile e Sebastiano. I piccoli – hanno rispettivamente 7 e 3 anni – seguono i loro genitori in giro per il mondo ed è Elisa è stata bravissima a trovare un sistema che consentisse loro di restare in pari con la scuola. La moglie di Andrea Rigonat ha raccontato al settimanale “Grazia” in che modo riesce a conciliare tutto:

I miei bambini? Li porto con me in tour. Emma ha iniziato quando aveva cinque mesi. Sono venuti con noi anche in Spagna, a Parigi e mia figlia negli Stati Uniti. Lei è la più selvaggia, si adatta a ogni cambiamento. Sebastiano è più delicato: vedremo come reagirà questa volta. Emma segue un programma a distanza con un tutor, che è anche la sua tata. Proprio perché viaggiamo spesso l’ho iscritta a una scuola privata internazionale con diverse sedi in tutto il mondo, che consente di seguire le lezioni via Skype. Quando rientreremo a Monfalcone, Emma riprenderà a studiare con gli altri bambini della classe.

“Il dolore che ho provato quando mio padre se n’è andato”

Elisa non è solita parlare spesso della sua vita privata, e sfugge a domande troppo dirette fin quando riesce a evitarlo. Dichiarò già in passato, però, di essere cresciuta senza suo padre che l’ha abbandonata quando era solo una bambina:

Il testo (parla del brano “Bruciare per te”, ndr) è una dichiarazione d’amore per Andrea, mentre il video spiega le radici di quel sentimento così intenso. Racconta una parte della mia storia, il dolore che ho provato da piccola per mio padre che se ne è andato. E il superamento di quella sofferenza quando ho trovato finalmente una persona d’amare. Dedico il video a tutte le donne che da bambine non hanno avuto il supporto di una figura paterna. La mia canzone è un messaggio positivo, dà speranza. È come se dicessi loro: “Tenete duro, trovate una strada”. Noi abbiamo qualcosa di diverso nel dna rispetto alle ragazze che hanno avuto fin da piccole l’approvazione del padre. Loro hanno un’altra sicurezza. Noi, invece, abbiamo dovuto conquistare la femminilità… Da piccola non mi sentivo credibile come donna, proprio perché mi è mancatala figura paterna. Ci sono cose tipiche che fanno le bambine: mostrare dopo cena alla famiglia il cerchietto nuovo, la gonna, il saltello imparato a danza. E di solito c’è un papà che dice: “Che bella che sei”. È la prima gratificazione che si riceve da una figura maschile ed è il riconoscimento della femminilità.

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