La mamma di Giulia Salemi, Fariba Tehrani, svela al settimanale Spy, in edicola venerdì 23 novembre, tutti i segreti del “rito di preghiera” celebrato in Farsi (la lingua ufficiale della Persia, patria di origine di lei) nel salotto di “Casa Signorini”. Si tratta di un rito realizzato per cercare chiaramente di compiacere la figlia Giulia.

Il rito vodoo di Fariba Tehrani

Fariba Tehrani ha realizzato questo rito vodoo nel salotto di "Casa Signorini", l'obiettivo è far nascere l'amore se e solo se farà la felicità della figlia della Tehrani. Solo spettacolo, superstizione o c'è un fondo di realtà? Staremo a vedere. La ricetta? Candele bianche, un capello di Giulia, un pelo pubico (sic!) di Cecilia Rodriguez e un mozzicone della sigaretta di Francesco Monte.

L’ho voluto fare con un solo obiettivo: la felicità di Giulia. Ho chiesto di far nascere l’amore solo se può rendere felice mia figlia, altrimenti meglio che si allontanino. L’ho celebrato con un capello di Giulia, un pelo pubico di Cecilia Rodriguez (la ex di Monte, ndr), un mozzicone di sigaretta di Francesco e via… Non ho fatto soltanto due cose: accendere le candele bianche che portano via l’energia negativa e rimanere sveglia tutta la notte a pregare. Perché ho usato un pelo della Rodriguez? A me è stato detto che lei ha fatto un rito su Francesco e diverse persone mi hanno detto che Monte ha su di lui un rito voodoo: è per quello che non riesce a togliersela dalla testa, quindi mi hanno chiesto di fare un rito anche a me.

Fariba Tehrani prova simpatia per Francesco Monte

Ma una suocera che fa un rito vodoo non parte male, anzi malissimo, nei rapporti con il suo probabile futuro genero? Per chi scrive, decisamente sì. Nonostante tutto, lei rivela di provare simpatia per Francesco Monte.

Vi confesso che a me Francesco è sempre piaciuto, mi sembrava elegante ed educato. Ma quando ho visto quel tira e molla con Giulia, da mamma ho sofferto. Anche i miei sentimenti verso di lui sono stati altalenanti. Cercavo di giustificarlo, perché ha sofferto, ma le persone che gli vogliono bene devono aiutarlo a superare la crisi con delle terapie. Non gli ho mai voluto male, ma quando ho visto che ha offeso Giulia non ci ho visto più. Per noi iraniani sentire parolacce è un’offesa, figurati se rivolte a una ragazza… lui si è permesso di dire a mia figlia “str…” e “faccia di…”: io sono stata mortificata, la sofferenza che mi ha provocato non potete capirla se non avete la mia cultura.