Francesca Fioretti è volata in Giordania insieme alla piccola Vittoria. È lei stessa a postare su Instagram le foto di questo viaggio intrapreso con la bambina nata dal suo amore con Davide Astori. “La porto a stupirsi guardando il mondo” aveva scritto qualche ora fa, di fronte alle rovine di Jerash. La seconda foto l’ha postata poche ore fa, mentre percorre i sentieri del sito archeologico di Petra tenendo Vittoria in braccio. “Viaggiare con i bambini non è impossibile, i limiti li poniamo soltanto noi” ha scritto, sfoderando il suo dolcissimo sorriso. La piccola è addormentata tra le sue braccia, nel luogo più sicuro del mondo.

Francesca Fioretti torna alla vita

Francesca ha già sperimentato più dolore di quanto chiunque dovrebbe sopportare. Ha perso Davide, il compagno di viaggio morto il 4 ottobre 2018. Il 31enne capitano della Fiorentina è stato stroncato da una cardiomiopatia aritmogena, una malattia silenziosa e fatale, difficile da diagnosticare. Dopo i primi mesi terribili, Francesca è tornata a riaffacciarsi alla vita. Lo ha fatto per il bene di sua figlia, una bambina che all’epoca della morte del padre non aveva ancora nemmeno compiuto 3 anni. È a lei che oggi la Fioretti si dedica, perché torni a stupirsi del mondo che la circonda, a imparare che quanto ancora c’è di bello non è stato ancora scoperto.

Una madre di una bravura che non si può spiegare

Anna, madre di Davide Astori, ha pubblicamente riconosciuto il valore di questa donna bellissima e giovane, una mamma coraggio che si è fatta forza per poter accompagnare Vittoria nel suo percorso di crescita. “La mia nipotina sarà cresciuta da Francesca, madre di una bravura che non si può spiegare” aveva dichiarato ancora straziata per la morte del figlio. E la stessa Fioretti, in un’intervista al Corriere, aveva dichiarato di volere fare il possibile perché sua figlia avvertisse questo dramma il meno possibile:

Io so che non devo vivere il mio dolore attraverso di lei, non devo apparire triste né disperata. La sua serenità dipende dalla mia. Davide, per quanto mi possa far soffrire, non deve diventare un tabù, qualcosa da nascondere, un vuoto da non pronunciare. Lei ha capito che lui non tornerà, ma lo abbiamo collocato in un luogo immaginario in cui è felice. Ora devo cercare di fabbricare le ali con le quali Vittoria possa volare nella vita. Non ci dobbiamo far inghiottire da questo vuoto.