Alessandro Gassmann ha rilasciato un'intervista a "Io Donna" nel corso della quale ha parlato della sua visione dell'attuale situazione politica. Presto lo vedremo al cinema con il film "Il nome del figlio" di Francesca Archibugi che rappresenta quella sinistra "col maglioncino di cashmere, autoreferenziale, chiusa in un piccolo mondo dorato che non c'è più". In proposito, l'attore ha dichiarato:

"Nel film, il personaggio di Luigi Lo Cascio è uno snob rosicone, represso, con la puzza sotto il naso. Appunto, quel certo modo di una certa sinistra italiana, che io non ho mai frequentato, di ritenersi superiore. Ma rispetto a chi? A che? È quello che ha distrutto un'idea politica. Il bello è che, a fare questo discorso, è stata una regista di sinistra".

Attualmente, l'attore non riesce a sentirsi a rappresentato da alcun partito:

"Non mi sento rappresentato. Movimento Cinque Stelle? Non voterò mai per chi urla, anche se sono d'accordo con lui. Il PD? Non è più un partito di sinistra. Alle ultime elezioni ho votato Tsipras. Ho letto il programma, era il più vicino alle mie idee".

Su Matteo Renzi ha detto:

"Mi piacque all'inizio. Il fatto che Massimo D'Alema fosse furioso mi parve un ottimo segnale. Mi attirava la sua energia, il pragmatismo, quel suo andare controtendenza rispetto a una politica italiana che impaluda tutto, dove alla fine non capisci niente ed esce fuori il Paese della supercazzola. Ma poi non ho più amato il Renzi dei continui annunci, delle promesse per placare gli animi. Alla fine si stava meglio quando si stava peggio, col mondo diviso a metà. I comunisti che mangiavano i bambini e i fascisti".

Infine, ha detto la sua circa la possibilità per gli omosessuali di sposarsi:

"Sono scandalizzato che si stia ancora a discutere sul diritto delle persone dello stesso sesso di sposarsi. Se anche gli omosessuali vogliono infognarsi nell'inferno quotidiano della famiglia, perché non offrire loro questa possibilità…"